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Metodo scientifico sperimentale: origini e caratteristiche

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Perché cercare di saperne di più sul metodo scientifico sperimentale? Perché sta alla base delle origini del sapere moderno e, quindi, anche di tutte quelle materie che vi troverete ad affrontare durante gli anni in cui si dipanerà il corso di laurea che avete scelto di frequentare. Il pensiero umano s’è molto evoluto negli oltre tremila secoli in cui ha avuto modo di esplicarsi. Una figura chiave del metodo scientifico è stato Galileo Galilei che ha messo nero su bianco quanto la comunità scientifica stava capendo in quegli anni. Non mancheremo di illustrarvi cosa ha fatto per tutti noi. Se credete di ardere anche voi del sacro fuoco della scienza o, più semplicemente, vi affascinano gli scalini che l’uomo ha salito per evolversi fino al punto in cui è, ecco una mini-guida che, su questo argomento, molto spiegherà e che getterà le fondamenta per farvi approfondire ulteriormente il tema qualora ne sentiate il bisogno. Buona lettura.

C’è un mondo dietro al metodo scientifico sperimentale. Un mondo che parte dalla premessa storica in cui l’uomo ha sempre cerato di capire cosa gli stesse accadendo intorno e, in caso non ci riuscisse, ha sempre cercato di porvi rimedio. Ecco perché, nell’antichità, i fenomeni naturali di cui era testimone e che non sapeva motivare venivano archiviati come azione delle divinità o della stregoneria. La curiosità ci ha fatto evolvere ma il cervello ci ha strutturato per sfruttare a pieno questa evoluzione.

Nella storia dell’umanità, lo dimostra la centralità di Galileo Galilei (nato nel 1564 e morto nel 1642) che ha avuto il merito di occuparsi dell’introduzione del metodo scientifico sperimentale. Come funziona? Si basa su una prima osservazione e su un esperimento, sviluppato in maniera controllata, in modo tale che si possa riprodurre il fenomeno che si vuole studiare. L’esperimento ha l’obiettivo di convalidare o confutare l’ipotesi che lo scienziato ha formulato, ipotesi che ha lo scopo di spiegare i meccanismi alla base di quel particolare evento.

In caso di convalida dell’ipotesi, si va spediti all’esecuzione di un gran numero di esperimenti, in maniera tale che i risultati acquisiti siano attendibili (analisi statistica). Va ricordato che i dati raccolti sono elaborati e successivamente formulano una teoria. E’ la teoria stessa che viene usata, spesso insieme ad altre teorie, per formulare una legge. In sintesi, la teoria ipotizza la causa o le cause all’origine di un fenomeno mentre la legge descrive un fenomeno che avviene con una certa regolarità.

In caso, invece, di rigetto dell’ipotesi, avviene la modifica della stessa e sottoposta a nuovi esperimenti.

Ma quali sono i presupposti del metodo scientifico? Eccone alcuni:

  • gli eventi naturali osservati hanno delle cause precise ed identificabili;
  • esistono schemi utilizzabili per descrivere quanto accade in natura;
  • se un evento si verifica con una certa frequenza, alla base c’è la stessa causa;
  • ciò che una persona percepisce può essere percepita anche da altri;
  • si applicano le stesse leggi fondamentali della natura, indipendentemente da dove e quando si verificano determinati eventi.

Il metodo sperimentale

Il metodo sperimentale si snoda in due fasi;

  • fase induttiva, cioè quel percorso che, dallo studio di dati sperimentali, fa arrivare alla formulazione di una regola universale;
  • fase deduttiva, che ha una sottodivisione intera in “osservazioni e misure” e “formulazione di un’ipotesi”. La prima divisione è fatta per utilizzare la strumentazione opportuna per raccogliere i dati mentre la seconda è fatta per spiegare il fenomeno studiato mediante la lettura dei dati sperimentali.

Il metodo scientifico di Galileo

In pratica il metodo scientifico altro non è che un modo per “conseguire informazioni sul meccanismo di eventi naturali proponendo delle risposte alle domande poste”. Secondo Wikipedia, un modo per determinare se le soluzioni proposte sono valide, è utilizzare dei test (esperimenti) condotti in maniera rigorosa.

La rigorosità del metodo scientifico sta tutta nel fatto che una teoria non è mai definitiva ma è soggetta a modifiche o a sostituzioni, qualora vengano alla luce nuovi aspetti non ancora analizzati. Cosa richiede un simile approccio? Una ricerca sistematica di informazioni ed un costante controllo per verificare se le idee preesistenti sono ancora supportate dalle informazioni uscite di recente. Se i nuovi elementi di prova sono sfavorevoli, uno scienziato ha il dovere di scartare o modificare le sue idee originarie. Ecco come è arrivato dov’è il pensiero scientifico! Attraverso una ciclica ed instancabile critica, ed eventuale modifica ma anche eventuale rivalutazione.

Ecco come deve essere impostato il vostro metodo di studi all’università. Sulla curiosità e sulla voglia di mettere sempre in discussione quel che si sa.

Come detto in apertura, avere in testa i principi base del metodo scientifico sperimentale vi aiuterà molto nel vostro percorso di studi. Su questo tema, però, s’è detto e scritto molto ed è il caso che prendiate altre informazioni. Come? Dagli articoli che, con costanza, mettiamo nel blog accademico di Imperia ma anche facendoci domande  attraverso il nostro form informativo. Sarà un piacere rispondervi.

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