informazioni@unicusano.it

800 98 73 73

Che cos’è il rendiconto finanziario e a cosa serve

Sei alle prese con i tuoi studi di economia e hai bisogno di approfondire il tema del rendiconto finanziario? Sei capitato nel posto giusto. Iniziamo subito con il definire esattamente di cosa si tratta. 

Il rendiconto finanziario è un prospetto contabile contenente tutte le variazioni di liquidi avvenute durante la gestione di un’attività. Queste variazioni possono essere chiaramente sia positive che negative e consentono di valutare le dinamiche finanziare di un’impresa. La rendicontazione cioè serve a verificare se la società in questione ha generato o meno cassa nell’anno di riferimento.

Il termine dinamica finanziaria indica proprio la capacità dell’impresa di generare flussi finanziari liquidi necessari allo svolgimento dell’attività aziendale. Grazie a questi liquidi, l’azienda può rimborsare i finanziamenti, pagare le imposte, pagare gli interessi passivi o programmare nuovi investimenti.

Ora che abbiamo chiarito in cosa consiste, possiamo addentrarci meglio nella questione chiarendo i vari punti. Segui la nostra piccola guida e troverai tutti gli approfondimenti utili per i tuoi studi di economia

Rendiconto finanziario: cosa dice la legge

In Italia il tema della rendicontazione è stato introdotto nel lontano 1977. Abbiamo dovuto aspettare, però, il 2015 per avere una regolamentazione. Il Decreto Legislativo numero 139 del 18 agosto 2015 lo ha trasformato in un documento di bilancio obbligatorio, insieme allo stato patrimoniale, al conto economico e alla nota integrativa.  L’obbligo di compilazione è previsto per le medie e le grandi imprese e per le società che compilano il bilancio consolidato. 

Sono esentate dall’obbligatorietà del rendiconto finanziario le seguenti imprese: 

  • società di persone
  • micro-imprese con un numero di dipendenti pari a 5
  • piccole imprese con  bilancio in forma abbreviata e un numero di dipendenti pari a 50

Rendicontazione: come si redige

Questo documento serve a valutare la situazione finanziaria di una società in termini di dinamica della liquidità. Grazie al rendiconto cioè è possibile comprendere in che misura ciascuna operazione di gestione condotta dall’impresa ha contribuito a incrementare o diminuire i flussi di cassa. 

Detto in parole povere, serve a verificare quali attività hanno prodotto delle entrate e quali delle uscite. L’analisi avviene in relazione a un certo lasso di tempo e tiene conto dei flussi di cassa di gestione, che si ottengono facendo la differenza tra il saldo liquido iniziale e il saldo liquido finale dell’esercizio.

Il saldo liquido preso in esame dal rendiconto finanziario include: 

  • stato patrimoniale attivo: denaro in cassa, banche e posta
  • stato patrimoniale passivo: banche c/c passivi, debiti bancari per anticipi s.b.f e fatture

Nel calcolo del saldo liquido vanno inseriti anche i debiti bancari che hanno natura di finanziamenti, vale a dire depositi bancari, assegni e depositi postali. 

Le fasi per la costruzione del documento sono le seguenti: 

  • riclassificazione dello stato patrimoniale secondo il criterio finanziario
  • confronto tra due situazioni patrimoniali riclassificate di due anni consecutivi
  • calcolo delle variazioni grezze
  • rettifiche delle variazioni grezze in modo da eliminare tutte quelle operazioni che non causano variazioni di flusso finanziario
  • calcolo delle variazioni definitive riguardanti i flussi di impieghi delle risorse finanziarie (aumento delle attività, riduzione delle passività, riduzione di capitale e netto) e i flussi di fonti delle risorse finanziarie (aumento delle passività, riduzione delle attività, apporti di capitale e netto, gestione reddituale).
  • interpretazione delle variazioni di flusso

A cosa serve il documento contabile del rendiconto

Il rendiconto finanziario permette di studiare la politica di finanziamento e la politica di investimento dell’impresa che lo compila.  

Con il termine politica di finanziamento si intendono le modalità con cui la società si è procurata le risorse finanziarie indispensabili per svolgere la propria attività (liquidità interna o capitali esterni). Con il termine politica di investimento, invece, si intendono le modalità con cui sono state impiegate le risorse finanziarie, dagli investimenti in capitale circolante, alle immobilizzazioni fino al rimborso dei capitali presi in prestito o al rimborso di capitali propri. 

Grazie all’interazione di queste due politiche si riesce a formulare un giudizio sulla qualità dell’azienda. Nel caso in cui il rendiconto finanziario dovesse mostrare che l’impresa non ha prodotto ma assorbito cassa, allora bisogna valutare con attenzione la situazione che ovviamente non è rosea. 

Questo documento è cioè una prova dell’affidabilità dell’azienda e serve ad acquisire credibilità agli occhi degli istituti di credito, a trovare nuovi partner per una joint venture o a ottenere nuove commesse. 

Riassumendo, le finalità per cui viene compilato sono le seguenti:

  • conoscere le cause che hanno determinato la variazione della situazione patrimoniale dell’impresa rispetto alla chiusura d’esercizio dell’anno precedente
  • evidenziare le modalità di reperimento (fonti) delle risorse finanziarie
  • evidenziare le modalità di utilizzo (impieghi) delle risorse finanziarie
  • mettere in evidenza le correlazioni esistenti tra le singole categorie di fonte e di impiego delle risorse finanziarie
  • stabilire le incidenze in termini percentuali delle fonti e degli impieghi delle risorse finanziarie sul totale delle medesime

Si tratta di un documento chiaro, concreto e conciso che può stare anche in un’unica pagina ed è più rapido da compilare rispetto, per esempio, al bilancio tradizionale.

Bene, la nostra piccola guida termina qui. Ora non ti resta che assimilare i concetti: buono studio!

Commenti disabilitati su Che cos’è il rendiconto finanziario e a cosa serve Studiare a Imperia

Leggi tutto

Come acquistare sicurezza in se stessi in 5 mosse

Per intraprendere qualsiasi nuovo percorso abbiamo bisogno di avere fiducia nelle nostre capacità. Hai appena iniziato l’università e vorresti capire come acquistare sicurezza in se stessi? La fiducia in sé non è una condizione immutabile, ma va alimentata di continuo. Basta un pizzico di attenzione per accorgersi che qualcosa sta minando la sicurezza in se stessi. I sintomi più comuni sono atteggiamenti rinunciatari, senso di inferiorità che impedisce di prendere l’iniziativa e eccessiva vulnerabilità ai giudizi degli altri. 

Se hai notato in te tutti questi campanelli di allarme, non devi farti demoralizzare. Segui la nostra guida su come acquistare sicurezza in se stessi e metti in pratica i nostri consigli per evitare stress e malessere e tornare a stimarti nella maniera giusta.

Scarsa sicurezza in se stessi: le cause più comuni

L’autostima si costruisce sin da piccoli, perché il processo per credere in se stessi inizia in famiglia. Spesso, la scarsa stima è dovuta alla carenza di affetto, alle aspettative troppo alte o una tendenza ipercritica dei genitori. I bambini oggetto di critiche continue infatti tenderanno a sviluppare una scarsa fiducia, soprattutto quando i loro comportamenti corretti non vengono mai lodati.

Una volta cresciuti, sono tante le cause che possono minare la sicurezza in sé:

  • confronto continuo con gli altri
  • aspetto fisico poco in linea con i modelli dominanti
  • episodi di bullismo
  • svantaggio economico o sociale
  • fallimenti amorosi, scolastici e lavorativi
  • problemi di salute

Situazioni di questo tipo scatenano comportamenti come ansia di fronte ai cambiamenti o agli obiettivi da raggiungere, ipersensibilità alle critiche, atteggiamenti difensivi, stile di pensiero troppo analitico, tendenza ad adattarsi sempre alle proposte degli altri, scarsa capacità di riconoscersi doti e qualità.  

Come vedi, sono tutti comportamenti che non aiutano a fissare un traguardo e a raggiungerlo con calma e serenità. Se cause e sintomi diventano paralizzanti al punto da creare seri problemi nella vita quotidiana, bisogna rivolgersi a un professionista e iniziare un percorso terapeutico. In caso contrario, i momenti di scarsa fiducia in se stessi si possono combattere con qualche consiglio da mettere in atto nella quotidianità. 

I 5 suggerimenti per ricominciare a credere in se stessi

Qui di seguito, trovi i nostri 5 consigli che compongono la guida “come acquistare sicurezza in se stessi”. Prova a seguirli nei  momenti in cui senti qualche campanello di allarme: 

  • modifica la tua routine quotidiana: quando ti senti perso di fronte a qualsiasi sfida della quotidianità, allenati a superare gli ostacoli introducendo elementi nuovi nella tua routine. Puoi iniziare con delle piccole cose, non servono vere e proprie rivoluzioni. Basta iscriversi a un corso, frequentare persone diverse, accettare un invito da qualcuno o  iniziare un’attività nel tempo libero. Tutto quello che ti aiuta a metterti alla prova è funzionale a non farti destabilizzare dalle novità.
  • fai più attività fisica: lo sport è un ottimo metodo per sostenere la mente. Quando ti senti giù di morale, non trovi la soluzione a un problema, non riesci a concentrarti, interrompi quello che stai facendo e esci a fare una corsa o una passeggiata. Spezza la fase negativa con un po’ di attività fisica, che ti consente di ritrovare sicurezza in te stesso. Puoi anche iscriverti in palestra o iniziare uno sport ponendoti dei piccoli obiettivi, il cui raggiungimento contribuirà ad aumentare la tua autostima.
  • fissa sempre degli obiettivi: pianifica i tuoi traguardi passo per passo. Cerca di visualizzare tutti i passaggi per arrivare alla meta finale, in modo da porti degli obiettivi progressivi. In questo modo, la montagna ti sembrerà meno difficile da scalare e potrai ridimensionare tutti gli inciampi del cammino dandogli la giusta collocazione. Se devi superare un esame difficile e non hai la sicurezza necessaria per affrontarlo, suddividi la preparazione in piccoli passi e ti sarà più semplice arrivare pronto alla tua prova.
  • aiuta gli altri: spesso i problemi ti fanno perdere di vista chi hai intorno. Aiutare gli altri è un ottimo modo per recuperare fiducia nelle tue capacità. Sapere di poter essere d’aiuto a qualcuno, conosciuto o sconosciuto, dà una potente iniezione di stima in se stessi.
  • prova l’esperimento dello specchio: questo è l’ultimo suggerimento della nostra guida come acquistare sicurezza in se stessi. Si tratta di un esperimento semplicissimo. Mettiti di fronte a uno specchio, chiudi gli occhi e comincia a respirare profondamente per rilassarti. Ora, concentrati e cerca di ricordarti un episodio in cui una persona ti ha fatto un apprezzamento sincero per qualcosa che hai fatto. Rivivi le emozioni positive che hai provato in quel momento e attribuiscigli un colore. Apri gli occhi, guardati allo specchio e cerca di visualizzare un alone di quel colore intorno a te. Ora ripeti la frase “ Io mi amo e accetto completamente”. Ogni volta che ti senti di nuovo insicuro, prova a visualizzare l’immagine e il colore allo specchio per provare di nuovo quella sensazione piacevole di autostima.

Commenti disabilitati su Come acquistare sicurezza in se stessi in 5 mosse Studiare a Imperia

Leggi tutto

Le 5 migliori app per trovare casa

Vita universitaria significa stanze e case in affitto. Se sei uno studente o stai per diventarlo, ti ritroverai presto alle prese con questo problema. Le app per trovare casa ti vengono in soccorso permettendoti di risparmiare tempo e di trovare soluzioni in linea con le tue preferenze. Non sarai più costretto a trascorrere interi pomeriggi passando da una stanza all’altra e potrai persino scegliere in anticipo il coinquilino con cui vivere. 

Se vuoi semplificarti la vita, avere la possibilità di fare nuove amicizie lontano dalla tua città e trovare una soluzione in poco tempo, scopri la nostra guida sulle app per cercare casa. 

Le app per case: come trovare stanze e appartamenti  

Abbiamo selezionato per te cinque app per trovare casa semplicissime da usare:

Spotahome

App per iOS e Android che ti consente di cercare la casa perfetta grazie ai tour virtuali all’interno degli appartamenti. Se la casa ti piace, puoi anche effettuare subito la tua prenotazione e la proprietà rimane bloccata fino a un massimo di 24 ore. Quando il proprietario accetta la prenotazione, Spotahome ti addebita il pagamento in maniera automatica. Non solo, avrai subito il contatto del proprietario via email, così da organizzare il tuo arrivo in appartamento.

Questa app per trovare casa è perfetta per i trasferimenti dell’ultimo minuto. Se hai superato il test di ammissione e non te lo aspettavi, usi Spotahome e trovi una sistemazione a breve o a lungo termine prima ancora di trasferirti fisicamente. Il pagamento della prima mensilità avviene tramite l’applicazione in modo da tutelarti in caso di eventuale disdetta del proprietario.

Roommates

Questa app per case non punta tutto sulla scelta dell’appartamento, ma sulla scelta dei coinquilini. Spesso il problema principale non è trovare una stanza bella e confortevole, ma avere dei buoni compagni di casa così da evitare stress e problemi. Roommates, disponibile sia per iOS che per Android, ti consente di individuare la casa selezionando prima di tutto gli inquilini in base a parametri come età, sesso, occupazione, tolleranza al fumo e agli animali. Se incrociando questi parametri riesci a trovare un utente ideale, inizi una conversazione tramite chat. In caso contrario, il contatto è bloccato dal sistema.

Badi

Ottima app per case che funziona individuando sempre il coinquilino ideale. Badi si fonda su un algoritmo simile a quello delle app di appuntamenti come Tinder. Gli utenti cioè si registrano con un profilo e postano gli annunci, completi di importo dell’affitto e caratteristiche della casa. Per usare l’applicazione devi registrarti a tua volta e inserire tutte le informazioni richieste per completare il profilo.

L’algoritmo di Badi acquisisce le informazioni e ti restituisce gli annunci postati da utenti compatibili. La persona che ha inserito l’annuncio controlla il tuo profilo e, se il feedback è  positivo, avvia una conversazione in chat. Secondo le stime, gli studenti che si sono affidati a Badi sono riusciti a trovare casa in tempi molto rapidi, evitando gli incontri al buio con i futuri compagni di casa e cominciando a impostare da subito una buona relazione.

Immobiliare.it

L’app di Immobiliare è una delle più tecnologiche in funzione. Non si tratta di un’applicazione pensata per gli studenti universitari, ma è ottima per trovare casa in poco tempo perché consente la sincronizzazione delle ricerche su più dispositivi.

Non solo, hai anche a disposizione un numero maggiore di filtri. Puoi selezionare il tipo di contratto, il tipo di immobile (stanza, appartamento, loft, mansarda) e il luogo. Se hai un’idea precisa del quartiere della città in cui vuoi trovare casa, hai persino la possibilità di visualizzare l’indirizzo esatto sulla mappa e cliccare per selezionare la tua area di interesse.

Una volta che hai inserito tutti i filtri, salva i dati in modo da non doverli selezionare ogni volta che effettui l’accesso per controllare le varie offerte. L’applicazione è disponibile sia per iOS che per Android e ti consente anche di ricevere le notifiche non appena viene inserito un nuovo annuncio corrispondente ai tuoi parametri.

4Roomie

App per trovare casa destinata ai possessori di smartphone con sistema operativo Android. Esiste anche un sito e gli sviluppatori stanno lavorando a una seconda versione per i dispositivi iOS.

Il funzionamento è molto semplice. Ti iscrivi e diventi un Roomie. In cosa consiste? Crei un profilo personale con l’indicazione delle tue abitudini e delle tue preferenze, inserisci il tuo appartamento con le stanze disponibili in affitto e cerchi i Roomie più affini. Non appena ricevi le richieste di contatto da chi ha bisogno di una stanza, verifichi i profili e avvii una conversazione via chat.

Lo stesso procedimento semplificato si attua anche quando non cerchi un compagno con cui dividere la tua stanza, ma stai cercando una stanza/appartamento. Verifichi i profili degli annunci presenti e invii la richiesta di contatto per chattare con gli inquilini.

A questo punto non ci resta che augurarti buona ricerca con una delle app per case della nostra lista!

Commenti disabilitati su Le 5 migliori app per trovare casa Studiare a Imperia

Leggi tutto

Come studiare economia politica: consigli utili

La domanda come studiare economia politica ti assilla da tempo? Questo esame ha messo e continua a mettere in crisi intere generazioni di studenti universitari. La materia è complessa e i programmi sono corposi e questo genera un po’ di preoccupazione. Forse, però, lo scoglio principale è nella parte scritta. L’esame di economia politica, infatti, prevede domande e esercizi da risolvere e l’ansia da scritto può fare spesso brutti scherzi. 

Per capire come studiare economia politica basta attenersi a semplici e poche regole. Scopri insieme a noi come prepararti, senza aumentare troppo i tuoi livelli di stress e conquistando una notevole produttività senza rinunciare al tempo libero.

Esame di economia politica: qualche regola da seguire

Come saprai, l’esame di economia politica è incentrato su argomenti di microeconomia e macroeconomia. La prima studia le condizioni ottimali in cui i soggetti possono interagire con i singoli mercati e con l’intero sistema economico. La seconda, invece, studia il sistema economico nel suo complesso.  Per superare l’esame devi sempre avere molto chiari i concetti di base. Ma andiamo per ordine. Leggi i nostri consigli su come studiare economia politica e prova a metterli in atto: 

  • segui con attenzione tutte le lezioni cercando di assentarti il meno possibile. Per comprendere tutto devi concedere alle singole nozioni il tempo di sedimentarsi. Al termine delle lezioni, riordina sempre gli appunti e rileggili con calma una volta a casa. Prendi l’abitudine di farlo anche poco prima delle lezioni successive. In questo modo rinfrescherai i concetti e ti sarà più semplice seguire il professore mano a mano che la materia diventa più complessa.
  • fai tanti esercizi. Come sai, l’esame di economia politica prevede una parte scritta e una orale. Per accedere all’orale devi superare lo scritto che, a sua volta, può includere domande a risposta aperte, domande a quiz ed esercizi. Se non fai pratica, non riuscirai a risolvere tutti gli esercizi nel tempo indicato. Fai tutti i test che trovi nei libri d’esame e non avrai problemi.
  • scarica le tracce degli esami precedenti. Di solito, gli atenei mettono a disposizione le domande degli esami di economia politica delle altre sessioni. Scarica il materiale dagli archivi, consultalo e usalo per capire quali sono le lacune della tua preparazione. Le tracce passate possono contenere sia le domande che le risposte. Sfrutta il materiale con questo tipo di impostazione, cercandolo anche online. Non è difficile trovare atenei che lo mettono a disposizione di tutti. Una volta ottenute le tracce, simula la tua prova di esame. In questo modo potrai verificare davvero quanto sei preparato. Se non sai rispondere a qualche domanda, approfondisci l’argomento su cui ti senti titubante. Usa anche le tracce dei vecchi esami per fare gli esercizi. Ricordati sempre che qualche test in più non farà che renderti più sicuro al momento di sostenere la prova scritta.

Studiare economia: la differenza tra l’orale e lo scritto

La preparazione di un esame scritto è diversa rispetto a quella di un esame orale. Ecco perché abbiamo diviso in due parti la nostra guida su come studiare economia politica. Continua la lettura e sperimenta anche i consigli per l’orale:

  • cerca di fare tuoi i termini tecnici. Per spiegare meglio le teorie di economia politica c’è bisogno di apprendere tutta la terminologia. I professori apprezzano molto gli studenti in grado di utilizzare il termine corretto al momento giusto. La conoscenza, inoltre, della terminologia economica ti consente di comprendere meglio i concetti, senza ripeterli a memoria.
  • soffermati sui grafici: studia bene i grafici e cerca di capirli. Le teorie ti appariranno sicuramente più chiare e facili da memorizzare grazie alla comprensione dei grafici.
  • studia con un compagno: ripetere ad alta voce i concetti è una tecnica di apprendimento della old school, ma in questo caso funziona molto bene. Se vuoi essere sicuro di esserti preparato bene, studia con un compagno e ponetevi le domande a vicenda. In questo modo avrai la possibilità di esporre le teorie ad alta voce e potrai confrontarti con un altro studente e capire se hai ancora qualcosa di poco chiaro da approfondire.

L’ultimo prezioso consiglio non riguarda come studiare economia politica, ma quando sostenere l’esame. La paura di non superarlo potrebbe indurti a decidere di prepararlo per ultimo. In realtà, lasciarlo alla fine del piano di studi è un errore. Hai meno tempo a disposizione, non hai la stessa freschezza delle fasi iniziali del tuo percorso universitario e hai più fretta in vista della tesi da scrivere. La cosa migliore è dare l’esame all’inizio così da ritagliarsi tutto il tempo necessario per la sua preparazione. In questo modo, inoltre, hai la possibilità di avere qualche sessione di prova in più se ti lasci prendere dal panico o non ti senti in grado di sostenerlo.

A questo punto non ci resta che augurarti buono studio e buon esame di economia politica!

Commenti disabilitati su Come studiare economia politica: consigli utili Studiare a Imperia

Leggi tutto

Studiare online a Imperia: le proposte per la tua formazione

Lavori e non disponi del tempo materiale per seguire le lezioni in aula? Se vuoi laurearti ma hai famiglia e lavoro da seguire, puoi studiare online a Imperia usufruendo dei corsi messi a disposizione dall’Università Unicusano. 

Lo studio online ti consente di seguire le lezioni ovunque desideri e di ottimizzare le ore quotidiane disponibili, senza rinunciare ai tuoi impegni professionali e senza trascurare la tua famiglia. La modalità dello studio telematico è vantaggiosa sia per i lavoratori sia per gli studenti, soprattutto se vivono lontani e non hanno la possibilità di trasferirsi. I vantaggi non finiscono certo qui. Leggi la nostra guida e scopri tutte le opzioni per studiare online a Imperia.

Università telematica: perché scegliere la formazione online

Lo studio online è tra i nuovi trend più importanti del settore della formazione. Internet ha rivoluzionato le modalità di apprendimento e ha aperto tante nuove possibilità per chi desidera arricchire la propria formazione. Le trasformazioni digitali hanno portato con sé anche un’altra conseguenza da non sottovalutare: il veloce invecchiamento delle conoscenze professionali.

Il mondo del lavoro si muove in maniera così veloce che i lavoratori hanno bisogno di implementare di continuo la propria formazione per rimanere al passo. Master e corsi di laurea online ti consentono di colmare il gap con le nuove generazioni di colleghi e di non perdere importanti occasioni lavorative. E tutto senza sacrificare la tua vita privata!

Inizialmente lo studio online è stato vittima di un certo scetticismo. Ti sarà capitato di sentire spesso colleghi e amici dichiarare di non essere favorevoli a lezioni a distanza senza la presenza in aula.

Oggi, lo scetticismo è stato spazzato via grazie ai risultati molto favorevoli di alcune ricerche di settore, che evidenziato i vantaggi di questa modalità. Secondo l’importante Istituto di Formazione Brandon Hall, per esempio, l’eLearning richiede dal 40% al 60% di tempo in meno rispetto alla formazione tradizionale in aula. Questo significa che puoi dedicare meno ore agli impegni universitari, senza peggiorare i tuoi risultati.

In realtà, se ti soffermi a riflettere il risparmio di tempo è evidente. Non devi spostarti per raggiungere la sede universitaria e puoi seguire le lezioni quando vuoi e dove vuoi, grazie alla modalità on demand. 

Sempre secondo l’Istituto Brandon Hall, il minor tempo dedicato allo studio non è la causa di risultati inferiori in termini di apprendimento. Al contrario i dati a loro disposizione dimostrano che gli studenti hanno appreso quasi 5 volte di più. Sembra, inoltre, che una percentuale ampia di questi studenti sia riuscita a conservare le proprie conoscenze a lungo termine. 

Studio online: vantaggi economici e formazione personalizzata

C’è un importante elemento da inserire nella lista dei pro in favore dello studio online: l’aspetto economico.  Se decidi di studiare online a Imperia, non dovrai trasferirti in città e prendere in affitto una stanza o un appartamento da condividere con altri studenti (opzione impossibile se hai già un lavoro e abiti lontano). Se vivi già vicino a un istituto universitario, il risparmio economico esiste comunque. Non dovrai infatti raggiungere fisicamente la sede, con tutte le conseguenze che implica lo spostamento in termini di costi, di energie e di tempi. E non dovrai neppure prendere delle ore libere a lavoro.

L’ultimo aspetto da considerare è quello delle forme di apprendimento adattive. Lo studio online è caratterizzato cioè da un livello di personalizzazione superiore rispetto a quello in aula. Ogni singolo studente usufruisce della preziosa possibilità di tarare la formazione sulle tue esigenze specifiche e sui tuoi stili di apprendimento.

Sei uno studente civetta che si concentra e impara più velocemente di sera? La formazione eLearning ti consente di seguire la tua lezione in orario notturno, ottimizzando così la tua capacità di apprendimento. Hai verificato che tendi a distrarti piuttosto facilmente? Puoi interrompere la lezione e prenderti la pausa necessaria a riposarti e a ritrovare il giusto livello di attenzione per proseguire.

Questa modalità di apprendimento adattivo consente di studiare secondo il tuo ritmo personale, di raggiungere con più facilità gli obiettivi prefissati e di preparare tutti gli esami desiderati nel tempo desiderato.

I corsi di laurea a Imperia

Se i vantaggi elencati qui sopra ti hanno convinto e stai seriamente valutando la possibilità di studiare online a Imperia, potrai scegliere tra diversi corsi di laurea:

  • area economica (Economia Aziendale e Management e Scienze Economiche)
  • area giuridica (Giurisprudenza)
  • area psicologica (Scienze e Tecniche Psicologiche e biennio magistrale in Psicologia)
  • area ingegneristica (Ingegneria Civile, Ingegneria Industriale, Ingegneria Meccanica e Ingegneria Elettronica)
  • area politologica (Scienze Politiche e Relazioni Internazionali)
  • area formazione (Scienze dell’Educazione e della Formazione)

Tutti i corsi sono fruibili a distanza tramite la piattaforma e-learning. Sono attivi, inoltre, diversi master di primo livello, accessibili anche a tutti gli studenti che hanno conseguito una laurea triennale.

Scopri l’offerta formativa dell’Università Unicusano e regalati la possibilità di conseguire un titolo di studio capace di aprirti tante nuove possibilità lavorative.

Commenti disabilitati su Studiare online a Imperia: le proposte per la tua formazione Studiare a Imperia

Leggi tutto

Lavorare come vigile urbano: studi e opportunità

Lavorare come vigile urbano ti consente di svolgere una professione a tempo indeterminato, entrando nei corpi di pubblica sicurezza degli enti locali. Per accedere bisogna superare un concorso ed essere in possesso dei seguenti requisiti: avere tra i 18 e i 40 anni, essere in possesso della patente di guida B (potrebbe essere richiesta anche la A), essere cittadino italiano, godere di tutti i diritti civili e politici e conoscere almeno una lingua straniera (l’inglese è quella più importante). Quest’ultimo requisito vale soprattutto per le cittadine con una grande affluenza turistica, in cui il vigile svolge anche la mansione di assistente in strada a cui chiedere informazioni. Ovviamente, per diventare vigile urbano non bisogna aver subito delle condanne penali o essere stato interdetto dai pubblici uffici.

Se vuoi saperne di più sulle mansioni e sulle modalità per prepararsi al concorso, leggi la nostra guida dell’Università Unicusano di Imperia.

Diventare vigile urbano: le mansioni

Ti piacerebbe lavorare come vigile urbano, ma vorresti qualche informazione in più sulle mansioni giornaliere da svolgere? Il primo compito è quello di controllare il traffico, favorire la viabilità evitando ingorghi e intasamenti e far rispettare le norme stradali all’interno del territorio comunale. Al vigile spetta anche il ruolo di controllore della sicurezza stradale. Questo significa, per esempio, che in caso di incidente deve assistere ai rilievi in collaborazione con la polizia stradale o con altri corpi di polizia.

Qui sotto, trovi un elenco dei compiti da assolvere per lavorare come vigile urbano:

  • tutela del consumatore: contrasto delle forme di commercio irregolare (ambulanti abusivi e banchetti non in possesso delle regolari autorizzazioni per la vendita)
  • tutela della qualità urbana e rurale
  • supporto alle attività di controllo svolte da specifici organi di vigilanza e destinate alla verifica della sicurezza e della regolarità del lavoro
  • soccorso in caso di calamità, catastrofi ed altri eventi che necessitano dell’intervento della protezione civile

Non solo, i vigili possono anche essere designati al servizio di controllo davanti alle scuole, alla vigilanza a piedi nei quartieri e nelle aree sensibili e agli interventi di educazione stradale nelle scuole.

La legge, inoltre, prevede un numero minimo di vigili urbani che dipende dal numero di abitanti della città in cui prestano servizio. Per i comuni con più di 20 mila abitanti, per esempio, è previsto un operatore di polizia municipale ogni mille residenti.

Come diventare vigile urbano: le prove da affrontare

Per diventare vigile urbano bisogna accedere al concorso compilando un modulo scaricabile dal sito web ufficiale del corpo dei vigili urbani. Alla domanda si deve allegare il documento di riconoscimento valido, l’attestato di diploma di scuola media superiore e gli altri titoli di studio acquisti e considerati validi al fine del concorso (conoscenza inglese). Il titolo di studio base per accedere, infatti, è il diploma di scuola media superiore, ma se hai titoli di studio più alti puoi ottenere punti in più utili a farti salire in graduatoria.

Una volta inviata la domanda, dovrai aspettare i tempi necessari alla valutazione. Un’apposita commissione verifica cioè le risposte inserite nel modulo e i documenti allegati e stila le graduatorie di ammissione. A quel punto non ti resta che aspettare le date del concorso per lavorare come vigile urbano.

Ecco in cosa consiste la prova selettiva:

  • due sessioni teorico-pratiche: un tema e una prova a quiz
  • una prova orale

Le materie di esame sono abbastanza vaste e includono il Diritto Costituzionale, il Diritto Amministrativo, la Legislazione degli Enti Locali, il Codice della Strada e il Codice di Procedura Penale. Nei precedenti concorsi per diventare vigile urbano sono state proposte tracce del tipo: “Cosa si può contestare a un ubriaco a bordo di un velocipede?” oppure “Quali sono le procedure di contestazione nel caso di accertamento di un autista ubriaco privo di documenti?”.

Punteggio per superare le prove

Per poter passare alla prova orale bisogna totalizzare un punteggio di almeno 21 su 30 domande. Dopodiché, la prova orale si ritiene superata con un punteggio pari a 24 su 30. A questi punteggi vengono sommati quelli spettanti in base ai titoli allegati alla domanda.

Chi supera entrambe le prove viene inserito nelle graduatorie e deve semplicemente attendere la chiamata da parte del Comune.

Il contratto dei vigili è a tempo indeterminato e raramente si firmano contratti a tempo determinato. Nei primi due anni di servizio, si effettua soprattutto lavoro in strada per il controllo del traffico. Mano a mano che si lavora e si accumula esperienza, si ha la possibilità di partecipare ai concorsi interni per salire di grado.

Periodicamente gli enti locali bandiscono dei concorsi per l’assunzione di nuovi vigili urbani. Controlla spesso la gazzetta ufficiale per essere sempre informato e non lasciarti sfuggire l’occasione di partecipare. Ovviamente, dovrai studiare per bene in tutte le materie d’esame elencate sopra.

Se vuoi davvero lavorare come vigile urbano, comincia subito a prepararti per superare il concorso!

Commenti disabilitati su Lavorare come vigile urbano: studi e opportunità Studiare a Imperia

Leggi tutto

Cosa sono gli stili di apprendimento e perché è importante conoscerli

Per stili di apprendimento si intendono le modalità personali con cui ogni singolo studente comprende, elabora e fa proprie le informazioni. Ogni persona ha cioè il proprio approccio personale allo studio o più semplicemente all’apprendimento di un concetto o di una materia nuova. Questo significa, per esempio, che in una classe ci sono tanti stili di apprendimento quanti sono gli studenti.

Per poter promuovere dunque un insegnamento efficace, il docente dovrebbe adottare una prassi didattica capace di andare incontro a tutti i suoi studenti. È naturale che l’insegnante tenda a privilegiare la modalità didattica più congeniale al suo stesso stile di apprendimento, ma questa non è sempre la scelta più efficace.

Per capire cosa sono gli stili di apprendimento e come utilizzarli in qualità di insegnante, di pedagogista, di operatore didattico o di studente leggi l’approfondimento qui sotto dell’Università Unicusano di Imperia.

Come si apprende: guida allo stile di apprendimento personale

Gli individui apprendono in maniera diversa ed elaborano in maniera diversa le informazioni. Se ci pensi, ognuno ha persino delle preferenze spaziali e temporali differenti che caratterizzano la sua modalità di studio. C’è chi preferisce studiare di sera in solitudine e in un ambiente silenzioso e chi preferisce condividere lo studio con i propri compagni e sceglie il pomeriggio presto come momento migliore.

A determinare le differenze sono anche i canali sensoriali che vengono stimolati dall’insegnante. Oggi, l’apprendimento passa per quattro canali principali che definiscono altrettanti stili di insegnamento:

  • canale verbale e visivo: è il più utilizzato nel contesto scolastico e prevede che l’apprendimento passi essenzialmente attraverso la lettura e la scrittura.
  • canale iconografico: è la base del cosiddetto visual learning in cui si prediligono immagini, disegni, fotografie, grafici, diagrammi e mappe concettuali
  • canale uditivo:  è quello che predilige l’ascolto, con il coinvolgimento diretto dello studente che partecipa a lavori di gruppo e a discussioni collettive
  • canale cinestetico: è quello che punta sulle attività pratiche secondo il principio si impara facendo

Ognuno di questi canali ha la sua strategia/e di apprendimento. Se si attiva il canale verbale e visivo, per esempio, lo studente tenderà a prendere appunti, a riassumere per iscritto  i concetti principali e a prendere nota delle istruzioni per fare i compiti. Se si attiva quello iconografico, verranno favorite strategie come la sottolineatura con colori diversi per evidenziare le parole chiave del testo o l’utilizzo di mappe multimediali per diversificare i contenuti a livello gerarchico. 

Non è finita qui. Gli stili di apprendimento presuppongono anche degli stili cognitivi, definizione con cui si indica la modalità con cui lo studente elabora l’informazione.

Gli stili cognitivi riguardano cioè il modo in cui una persona assimila un’informazione (enfatizza i dettagli, vede l’insieme eccetera), le procedure razionali che mette in atto per capire i nuovi concetti (procede per associazioni di idee o in maniera sistematica) e la modalità di memorizzazione e organizzazione dello studio che adotta (ripete ad alta voce, elabora degli schemi, fissa i nuclei più significativi di un dato argomento). Gli stili cognitivi vanno cioè da quello analitico a quello intuitivo, da quello sistematico a quello riflessivo.

Conoscere gli stili di apprendimento per aiutare gli studenti

Il ruolo degli insegnanti e dei pedagogisti è molto cambiato. Oggi, il docente non è solo colui che tramanda il sapere, ma è colui che favorisce, stimola e accompagna il percorso di scoperta e di apprendimento del sapere. A lui spetta individuare il canale o i canali giusti e adottare lo stile di insegnamento più efficace per fare in modo che i suoi studenti mettano in atto il proprio stile di apprendimento con le relative strategie.

Capire cosa sono gli stili di apprendimento consente agli insegnanti di partecipare attivamente ai cambiamenti della scuola moderna, dove sono sempre più frequenti i progetti per arginare la dispersione scolastica e per migliorare l’efficacia della didattica.

Il modello verbale e visivo basato su scrittura e lettura, per esempio, non è adatto ai bambini e ai ragazzi dislessici e a quelli vittime di un disturbo di apprendimento. Ecco perché le scuole sono alla ricerca di professionisti in grado di capire queste nuove esigenze.

Oggi, sono sempre più richiesti gli interventi attuati da professionisti esterni all’istituzione scolastica e volti a risolvere queste problematiche e a fornire consulenze per supportare studenti, insegnanti e genitori creando dei percorsi psico-educativo specifici. 

Per capire meglio come usare gli stili di apprendimento per diventare un professionista abilitato a lavorare nel contesto scolastico attuale puoi seguire il Master di II Livello in Psicologia Scolastica dell’Università Unicusano.

Il master fornisce una serie di competenze per l’analisi dei contesti scolastici e per la comprensione degli interventi psicologici da attuare. Non solo, ti permette di acquisire le conoscenze per aumentare l’efficacia della didattica e per stabilire misure di sostegno in favore della relazione scuola-famiglia. Infine, fornisce gli strumenti per permetterti di rispondere ai bisogni degli studenti vittime dei disturbi di apprendimento.

Commenti disabilitati su Cosa sono gli stili di apprendimento e perché è importante conoscerli Studiare a Imperia

Leggi tutto

Le 5 migliori app per studiare l’inglese

Le app per studiare l’inglese sono un ottimo modo per imparare divertendosi, con il vantaggio di poterle utilizzare ovunque e in qualsiasi momento.

Ti basta avere un po’ di tempo e uno smartphone per poterti allenare e mettere alla prova la tua conoscenza della lingua. In fondo, l’allenamento costante è l’unico modo per imparare una lingua straniera.

Oggi, le app per l’inglese sono davvero molto numerose e non c’è che l’imbarazzo della scelta. E allora quale utilizzare? Noi ti proponiamo una piccola guida con le migliori applicazioni per iOS e Android. Leggi l’elenco dell’Università Unicusano di Imperia e comincia a mettere alla prova la tua conoscenza dell’inglese.

Le app per studiare l’inglese

Duolinguo

Quest’app per imparare le lingue è completamente gratuita e si può utilizzare su dispositivi iOS, Android e Windows. Una volta scaricata, dovrai stabilire come utilizzarla entrando nella sezione Scegli un obiettivo giornaliero. Hai a disposizione quattro diverse opzioni: uso Rilassato per 5 minuti al giorno, uso Normale per 10 minuti al giorno, uso Serio per 15 minuti al giorno oppure uso Impazzito per 20 minuto al giorno.

Ovviamente, dovrai anche indicare il tuo livello di inglese. Puoi cioè partire dalle basi oppure fare un piccolo test per consentire all’applicazione di inquadrare il tuo livello e proporti le lezioni giuste. Duolingo, inoltre, è suddivisa nelle seguenti sezioni:

  • Impara: sezione con tutte le lezioni. Quelle avanzate sono gratuite, ma l’accesso è consentito solo dopo il superamento delle lezioni base
  • Profilo: sezione in cui puoi monitorare i tuoi progressi nell’apprendimento della lingua
  • Negozio: sezione in cui puoi comprare alcuni accessori per il tuo personal trainer linguistico

ABA English

Questa app per studiare l’inglese è utilizzabile su dispositivi iOS e Android e ti consente di avere un contatto diretto con un insegnante, così da chiarirti qualsiasi dubbio linguistico.

Una volta effettuata la registrazione, scegli il tuo livello tra Beginners (A1), Lower Intermediate (A2), Intermediate (B1), Upper Intermediate (B2),  Advanced (B2-C1) e Business (C1).

L’applicazione ti consente anche di scegliere tra diverse funzioni:

  • ABA Film: impari nuovi termini guardando dei film didattici
  • Parla: ti eserciti per migliorare la pronuncia
  • Scrivi: fai gli esercizi per affinare l’ortografia e la grammatica
  • Interpreta: ti alleni affinché la tua conversazione diventi più fluente
  • Video-lezione: guardi una lezione registrata
  • Esercizi: consolidi le tue conoscenze con gli esercizi pratici
  • Verifica: ti metti alla prova per capire in quali aeree hai bisogno di uno studio maggiore

Memrise

Questa app per l’inglese è gratuita nella versione base. Se ti interessa usare la versione Pro, hai un costo annuale da sostenere.

Se vuoi cominciare subito, testa i divertenti esercizi base ideati per migliorare la conoscenza della lingua. La caratteristica principale di Memrise è proprio nell’ampia proposta di esercizi studiati per consentire un apprendimento facile e divertente.

Al momento della registrazione hai anche la possibilità di scegliere tra inglese USA o inglese UK. Per quanto riguarda i livelli, invece, hai la doppia opzione Principiante o Competente. Se vuoi controllare i tuoi progressi, invece, accedi alla sezione TU e visualizza l’elenco delle parole memorizzate, il tuo livello di conoscenza della lingua e i punti esperienza che hai cumulato. Tra l’altro, le lezioni sono scaricabili e consultabili senza problemi anche offline.

BUSUU

Busuu è un’app per studiare l’inglese decisamente particolare. Si tratta di una sorta di social network in cui ti iscrivi con un doppio ruolo, sia di studente che di tutor della tua lingua (nel tuo caso l’italiano).

L’applicazione ti mette a disposizione dei corsi individuali e ogni utente può testare le proprie capacità di fare conversazione con gli altri iscritti madrelingua, utilizzando la video chat. I madrelingua inglese ti aiuteranno a migliorare la tua conoscenza della lingua e ti segnaleranno gli errori che commetti nel parlato e nello scritto. A tua volta potrai fare lo stesso con gli iscritti a BUSUU che desiderano imparare l’italiano. L’applicazione è a pagamento, ma puoi testarla provando la prima lezione gratuita.

Babbel

Babbel è un’ottima app per imparare le lingue, grazie alla diversificazione della difficoltà degli esercizi in base al livello di conoscenza dello studente (Base, Intermedio e Avanzato).

Le lezioni riguardano sia la lingua parlata (comprensione e produzione orale) che quella scritta (grammatica e ortografia) e sono accessibili gratuitamente nella versione base. Devi solo iscriverti, creare il tuo account e cominciare a studiare. Se hai necessità di accedere alle lezioni avanzate, dovrai sottoscrivere un abbonamento scegliendo tra la formula mensile, trimestrale, semestrale o annuale.

Babbel ti mette a disposizione anche speaker e insegnanti selezionati, con cui potrai interagire per migliorare la lingua parlata e la pronuncia.

Se vuoi usare Babbel sia da pc che da smartphone, puoi farlo tranquillamente senza perdere nessun dato. Tutti i progressi vengono sincronizzati e sei davvero libero di accedere in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo senza perdere nulla.

A questo punto non ti resta che scegliere la tua app per studiare l’inglese, scaricarla e iniziare a esercitarti!

Commenti disabilitati su Le 5 migliori app per studiare l’inglese Studiare a Imperia

Leggi tutto

Film sulle aziende e sul marketing: 5 pellicole da vedere

I film sulle aziende ti aiutano ad approfondire divertendoti. Il linguaggio cinematografico veicola concetti e modelli di comportamento da applicare nella gestione di un’attività in maniera semplice e diretta. In fondo, le idee imprenditoriali nascono anche ispirandosi alle idee di altri che hanno avuto il coraggio di sperimentare e di perseguire i propri obiettivi. I film possono diventare davvero materia di studio per chi segue un corso di laurea in economia o in marketing. Scopri quali sono le 5 pellicole che devi assolutamente vedere.

Film sulle aziende

The Founder

Il primo titolo della lista è classificabile nella categoria Film Imprenditori Famosi. La pellicola è  uscita nel 2016 e racconta la storia dell’imprenditore Ray Kroc (Michael Keaton). Forse il suo nome non ti dice molto, ma conosci sicuramente l’impero che ha fondato: McDonald’s Corporation. La sua storia è la metafora perfetta dell’uomo capace di fiutare un buon affare.

Ray è un semplice venditore di frullatori che si imbatte casualmente nel ristorante di fratelli Dick e Mac McDonald. Stupito dall’efficienza del loro sistema di organizzazione del lavoro, punta tutto sui due fratelli e riesce a creare insieme a loro la formula che gli consente di avviare la catena di fast food che conquisterà il mondo.

La storia è un ottimo esempio di imprenditoria positiva e negativa allo stesso tempo. La capacità di rischiare e di credere in un’idea di Ray è l’insegnamento positivo e il modello da seguire, quello per cui vale la pena guardare film sulle aziende con protagonisti degli uomini visionari.

Al contrario la scalata della società a discapito dei due fratelli ideatori del metodo McDonald’s rappresenta il modello da non seguire e, allo stesso tempo, costituisce un insegnamento prezioso di cui dovrai ricordati quando gestirai aziende e società con altri partner.

The Social Network

Il secondo film sulle aziende da vedere è The Social Network. La visione di questo film insegna come a determinare il successo di un prodotto sia la sua capacità di soddisfare i bisogni della gente.

The Social Network infatti, racconta i primi anni della fondazione di Facebook nel 2004 fino alla causa milionaria intentata contro Mark Zuckerberg. In fondo, il social è nato da un bisogno di maggiore socializzazione prima del suo fondatore e poi dei suoi colleghi universitari di Harvard.

Se pensi di fondare una start up dopo l’università, The Social Network ti mostra come sia importante concentrarsi sui bisogni del proprio mercato di riferimento per lanciare un servizio o un prodotto di successo.

Flash of Genius

Flash of Genius non è un film di successo, inteso come storia che racconta di imprenditori famosi che raggiungono fama e soldi. Non è un film di millionaire, ma insegna come sia importante difendere le proprie idee e seguire l’iter giusto per proteggerle.

Il film racconta la storia vera del professore universitario Robert Kearns, inventore del primo tergicristalli regolabile. Il professore aveva presentato la sua idea alla Ford, che stava lavorando a un brevetto simile senza raggiungere buoni risultati. Robert, però, non aveva intenzione di vendere il brevetto alla casa automobilistica, ma avrebbe voluto averli come partner commerciali. La sua idea, infatti, era quella di mettere in piedi un’azienda per produrre il suo tergicristallo.

Purtroppo, Ford approfittò del prototipo e realizzò in proprio il tergicristallo regolabile, rubando di fatto l’idea a Kearns. Il povero professore fu costretto a ingaggiare una battaglia legale durissima e rischiò persino di perdere la salute mentale. Solo dopo tanti anni, riuscì a veder riconosciuta la paternità del suo tergicristalli e a ottenere un risarcimento milionario.

Film sul marketing

The Joneses

Il quarto titolo della nostra lista di film sulle aziende da vedere assolutamente riguarda l’ambito marketing. Si tratta di The Joneses con Demi Moore, David Duchovny e Amber Heard. Il film racconta di una famiglia americana, composta da madre, padre e due figli,  che sembra il ritratto della perfezione. In realtà, i quattro non sono affatto una famiglia ma un team di marketing che sfrutta la propria vita sociale per vendere tutta una serie di prodotti. Sono cioè dei veri e propri influencer, che fondono vita privata e vita lavorativa in maniera talmente forte da non riuscire più a distinguere dove finisce l’una e dove inizia l’altra. Chi ti ricorda? The Joneses  è un ottimo esempio con cui analizzare la parabola dei moderni influencer.

Thank you for smoking

Questo film è sicuramente una sorta di manuale di marketing per la vendita dei prodotti più difficili da commercializzare. Il protagonista, Nick Naylor, è un lobbista che si ritrova a difendere le grandi aziende del tabacco da una serie di attacchi e di campagne contro il fumo. Al di là degli aspetti morali, il film mostra come sia possibile usare le parole per presentare nella luce migliore un prodotto che scatena una serie di nefasti effetti collaterali.

A questo punto non ci resta che augurarti buona visione!

Commenti disabilitati su Film sulle aziende e sul marketing: 5 pellicole da vedere Studiare a Imperia

Leggi tutto

Cos’è la digitalizzazione della pubblica amministrazione: a che punto siamo

La digitalizzazione della pubblica amministrazione è un processo in atto da qualche anno che coinvolge tantissime realtà, dalle regioni ai comuni, dalle province alle scuole fino agli enti pubblici come l’INPS.

Ma cosa si intende esattamente per digitalizzazione delle PA? Sotto questa denominazione sono incluse tante attività diverse che dovrebbero favorire il passaggio definitivo dall’analogico al digitale dell’amministrazione pubblica. Tra le misure ci sono la cyber security, la banda larga, la gestione dei servizi al cittadino tramite piattaforme online e i piani di investimento per rendere più competitiva e digitale l’Italia (Piano Industria 4.0 promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico).

Per il momento il cammino è ancora lungo, stando almeno ai dati del DESI (Digital Economy and Society Index). Si tratta di un indice creato dalla Commissione Europea che serve a misurare il grado di digitalizzazione dei paesi appartenenti alla Comunità secondo parametri come la connettività, l’uso di internet e il numero di servizi pubblici digitali offerti ai cittadini.

Ebbene, l’Italia è risultata tra gli ultimi quattro paesi in base ai dati diffusi nel 2018. Siamo avanti solo a Grecia, Bulgaria e Romania e siamo decisamente lontani dai  paesi più digitalizzati tra cui Francia, Regno Unito e Germania. Il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione è dunque solo all’inizio. 

La digitalizzazione della pubblica amministrazione: le misure da attuare

Nel 2017 è stato ratificato il Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, frutto della collaborazione tra l’AgiD (Agenzia per l’Italia Digitale) e il team per la Trasformazione digitale.  Il piano include tutte le misure che dovranno essere adottate per favorire il processo di digitalizzazione delle PA, che ha comunque come obiettivi primari la razionalizzazione della spesa pubblica e il miglioramento dei servizi offerti sia ai cittadini che alle imprese.

Per raggiungere questi risultati sono incluse misure come:

  • PagoPa – sistema di digitalizzazione dei pagamenti diretti alle amministrazioni pubbliche da parte di cittadini privati e società
  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) per l’accesso a tutti i servizi pubblici online tramite un’unica identità digitale
  • ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente), database della popolazione residente sul territorio italiano. Fino a ora l’ANPR è stato testato solo in 800 comuni
  • BUL (Piano Banda Ultra Larga), azioni di potenziamento della banda larga
  • unificazione delle Banche dati delle PA
  • dematerializzazione dei documenti con completo superamento del supporto cartaceo

Per poter mettere in atto tutte queste misure e favorire davvero il completamento del processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione sono necessari finanziamenti importanti. A inizio 2019 è stato lanciato il piano Smarter Italy con uno stanziamento di 50 milioni di euro. Grazie a questi finanziamenti, si dovrebbe procedere al completamento e all’avvio di una ulteriore serie di trasformazioni digitali tra cui: 

  • cloud computing
  • nascita delle infrastrutture per la conservazione dei documenti
  • attuazione in tutta Italia del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) per consentire al cittadino la conoscenze e la consultazione semplificata della propria storia sanitaria. Il FSE è uno dei pilastri del concetto di Sanità digitale. Dovrebbe coprire, infatti, tutto l’arco della vita sanitaria di un uomo/donna ed essere utilizzato dagli operatori sanitari per migliorare la prevenzione, la diagnosi e la cura dei cittadini.
  • realizzazione dei PSN, Poli Strategici Nazionali, necessari per l’attivazione dei servizi digitali ancora mancanti

Digitalizzazione PA: come orientarsi tra fatturazioni elettroniche e nuovi modelli di lavoro

Il processo è complesso e include tante conoscenze, come gli obblighi di tutela della privacy. I cambiamenti messi in atto necessitano di dipendenti della pubblica amministrazione preparati e in grado di utilizzare i nuovi strumenti e di figure professionali coinvolte come consulenti o come operatori attivi del cambiamento.

Per avere un ruolo nell’importante processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione puoi seguire il Master II Livello in Digital leadership in Government & Public Sector organizzato dall’Università Nicolò Cusano e rivolto a dipendenti pubblici, studenti e professionisti come gli avvocati.

Il master ti fornirà gli strumenti indispensabili per assolvere alle nuove mansioni imposte dalla digitalizzazione.

Una delle novità del processo introdotta nel 2019, per esempio, è la fatturazione elettronica: l’innovativo sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture. Si tratta di una delle misure incluse nel piano di dematerializzazione dei documenti previsto dalla digitalizzazione delle PA. L’obiettivo della fatturazione elettronica è consentire l’abbandono della carta in favore di documenti in formato XML.

A essere coinvolti nella fatturazione elettronica sono i fornitori, il Sistema di interscambio nazionale (Sdl) e la pubblica amministrazione. Quest’ultima fornisce il codice univoco che va riportato sulla fattura elettronica insieme alla Partita IVA, all’indirizzo, alla data del documento e a tutti i dati rilevanti ai fini fiscali.

Si tratta di una misura adottata per ridurre i costi di stampa e spedizione, per scongiurare gli errori del data entry manuale e per evitare falsi e duplicazioni. Non solo, la scelta della fattura elettronica servirà a combattere l’evasione fiscale in quanto consente i controlli in tempo reale sull’IVA dichiarata e l’IVA versata. In questo modo, le autorità competenti potranno bloccare più velocemente le operazioni sospette.

Commenti disabilitati su Cos’è la digitalizzazione della pubblica amministrazione: a che punto siamo Studiare a Imperia

Leggi tutto

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali