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I 5 migliori libri autobiografici da leggere

Ti piace leggere storie vere e vorresti un consiglio sui libri autobiografici da non lasciarti sfuggire? Le autobiografie sono un’ottima scelta, anche perché a differenza delle biografie ti consentono di ripercorrere una vita dal punto di vista di chi l’ha vissuta. Visto che gli autori sono di solito personaggi illustri è interessante scoprire come loro stessi si raccontano.

Qui di seguito, la nostra lista di libri autobiografici da comprare e leggere subito.

Autobiografie da leggere: Malcom X e Myke Tyson

I primi due libri autobiografici che ti proponiamo riguardano due grandi e discussi personaggi, accomunati entrambi dall’orine afroamericana:

  • True – La mia storia di Mike Tyson – Il campione di boxe si mette a nudo, ripercorrendo tutta la sua storia fatta di vittorie, fallimenti, risse fuori dal ring, donne, eccessi, alcol, droga e carcere. Il libro è stato scritto a quattro mani con la collaborazione dell’autore professionista Larry Sloman. Lo stile scelto, però, è molto semplice. Leggendo si ha l’impressione che a parlare sia Tyson in persona, vale a dire un uomo proveniente da un ghetto e privo di una buona istruzione. Questo è un aspetto che ti farà apprezzare il realismo di True. Raccomandato se vuoi scoprire il vero uomo che si nasconde dietro il controverso personaggio pubblico, salito alla ribalta troppo presto quando non possedeva ancora gli strumenti per tenersi stretto il successo sportivo.
  • Autobiografia di Malcolm X con la collaborazione di Alex Haley – il libro fu pubblicato nel 1965, a due anni di distanza dall’assassinio di Malcom X. Il testo è il frutto di una serie di interviste che il leader nero concesse al giornalista Alex Haley. Dopo la sua morte, Haley scrisse l’epilogo e raccontò gli eventi che portarono alla morte di Malcolm X. Il libro ripercorre la vita di quest’uomo idolatrato, contestato e osannato a partire dall’infanzia e dall’assassinio del padre a opera di un’organizzazione razzista. L’autobiografia ti consente di comprendere meglio tutto il percorso di Malcolm X e di immergerti nella situazione americana della fine degli anni ’50. Consigliato agli appassionati di storia moderna e agli amanti dei libri autobiografici storico-politici.

Libri su se stessi: l’autobiografia di un premio Nobel

Il terzo dei nostri libri autobiografici ha come protagonista uno scienziato. Si tratta, però, di una figura davvero sui generis:

  • Ballando nudi nel campo della mente di Kary Mullis – libro pubblicato nel 1995 e scritto dallo scienziato che due anni prima ha ottenuto il premio Nobel per la scoperta della PCR (Polymerase Chain Reaction), una tecnica rivoluzionaria nel settore della genetica. Non aspettarti, però, un’autobiografia che racconta le tappe della vita di uno scienziato perché Mullis è un personaggio molto particolare. Nel libro, infatti, troverai persino la descrizione di un suo incontro del terzo tipo con un procione alieno. Ballando nudi nel campo della mente, infatti, è scritto con un taglio ironico e brillante. Mullis, tra l’altro, si racconta a 360 grandi, toccando tantissimi argomenti, dal processo a O.J. Simpson fino alle sue teorie sull’AIDS. Consigliato se stai cercando una lettura ricca di punti di vista non convenzionali sulla realtà terrena e non solo.

Autobiografie di personaggi celebri

Gli ultimi due libri autobiografici sono opera di due celebrità che si sono raccontate mettendo la loro vita nero su bianco:

  • Life di Keith Richards – autobiografia pubblicata nel 2010 con cui Richards si racconta e racconta la storia dei Rolling Stones e del rock’n’roll. Il libro inizia da quel lontano dicembre del 1943 quanto Ketih venne alla luce e si sofferma su tutte le tappe più importanti della sua vita, incluso l’incontro a scuola con Mick Jagger. Se sei un appassionato di musica e ti piace conoscere i dettagli della vita di grandi musicisti, Life è l’autobiografia giusta da leggere. Ovviamente, l’autore si è messo a nudo completamente, approfondendo persino i suoi lati più discussi e discutibili, come la sua lunga storia di convivenza con le droghe.
  • La mia autobiografia di Charlie Chaplin – il libro copre quasi tutta la vita di Chaplin, soffermandosi su un lasso di tempo che va dal 1889 al 1963.  Non a caso, il grande regista/attore ha impiegato quattro anni per completarlo (1959-1963).  Questa autobiografia, però, non è solo il racconto di una vita eccezionale, ma è un vero e proprio testo di storia del cinema. Il suo autore non ha tralasciato nulla, dall’infanzia difficile con la madre molto malata ai primi passi sui palcoscenici teatrali fino al trasferimento negli Stati Uniti, al successo e poi ai guai con la crisi del cinema muto, l’accusa di comunismo e gli attacchi del governo. La mia autobiografia contiene anche i racconti dei tanti viaggi di Chaplin in giro per il mondo e le descrizioni degli incontri con importanti personalità come Krusciov, Einstein, Roosevelt e Gandhi. Se sei un grande appassionato di cinema, devi acquistare questo libro. Scoprirai il mondo del cinema muto, le prime luci di Hollywood e soprattutto la straordinaria genialità del suo autore.

Allora quali libri autobiografici leggerai della nostra lista? Sono tutte letture accattivanti che ti consentiranno di distrarti tra un esame universitario e l’altro. 

DepositPhoto.com/Zhukovsky

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Cosa sono le intolleranze alimentari e come riconoscerle

Stai cercando delle informazioni approfondite sulle intolleranze alimentari? La prima cosa da chiarire è la differenza tra intolleranze e allergie. Una persona si definisce intollerante quando risulta incapace di digerire e metabolizzare un alimento. Al contrario, si definisce allergica quando il suo sistema immunitario si attiva e produce anticorpi in caso di assunzione di un determinato alimento.

Per capirne di più, continua la lettura della nostra guida su cosa sono le intolleranze alimentari.

Intolleranze alimentari: gli alimenti incriminati

Le intolleranze alimentari si manifestano in maniera meno severa rispetto alle allergie. La persona che ne soffre è come intossicata. Questo significa che la manifestazione dell’intolleranza diventa più fastidiosa e più forte a seconda del quantitativo di cibo ingerito e dalla frequenza con cui viene ingerito.

A scatenare le intolleranze, tra l’altro, non sono alimenti particolari utilizzati di rado in cucina. Tra le sostanze a cui le persone risultano più intolleranti ci sono:

  • istamina (vino, pomodori, spinaci, formaggi stagionati)
  • tiramina (formaggi stagionati, lievito di birra, pesce affumicato, birra, vino)
  • caffeina
  • solanina (patate, melanzane e pomodori)
  • teobromina (tè e cioccolato)

I quattro tipi di intolleranza alimentare

Esistono quattro tipi di intolleranze alimentari: enzimatica, farmacologica, alimentare secondaria e senza causa medica. Quella enzimatica, per esempio, è dovuta a un difetto congenito dell’enzima responsabile della trasformazione di nutrienti come i carboidrati e le proteine. Il tipo più frequente di intolleranza enzimatica è quella al lattosio, lo zucchero presente nel latte di mucca, di pecora e di asina e persino nel latte materno.

L’intolleranza farmacologica, invece, è scatenata dai componenti farmacologicamente attivi presenti negli alimenti. Quali sono questi componenti? Coloranti, esaltatori di sapore, conservanti, aromi naturali, aromi artificiali e così via.

Si parla, invece, di intolleranza alimentare secondaria quando è la conseguenza di un’altra malattia come le gastriti, i calcoli della colecisti e il reflusso gastroesofageo.

Esistono, infine, anche le intolleranze alimentari causate da motivi psicologici e psicosomatici. Quest’ultima forma è frutto di una sorta di autosuggestione, che si scatena quando vengono assunti alimenti verso i quali si nutre una repulsione (food adversion).

Intolleranza agli alimenti come si manifesta

È importante conoscere i sintomi dell’intolleranza per potersi così rivolgere al medico. Qui di seguito, sono elencati i sintomi più frequenti e comuni:

  • bruciori di stomaco
  • coliche
  • cattiva digestione
  • crampi addominali
  • diarrea
  • gonfiore addominale
  • mal di stomaco
  • meteorismo
  • stomaco gonfio

A questi sintomi si possono aggiungere anche un senso di stanchezza ingiustificato e persistente e una certa oscillazione del peso corporeo.

I test sconsigliati per individuare le intolleranze

Il primo vero e proprio test lo esegue il paziente stesso con il racconto dei disturbi di cui soffre. Il medico raccoglie tutti i dati ottenuti dalla persona e cerca di fare luce sulla patologia. Siccome alcuni dei sintomi sono molto simili a quelle delle allergie è consigliabile fare dei test, che possono consistere anche nell’eliminazione dell’alimento a cui il paziente attribuisce effetti come il gonfiore addominale o la cattiva digestione. 

A questo punto bisogna fare un’importante distinzione. Siccome il tema delle allergie alimentari è molto in voga, si rischia di farsi consigliare dei test diagnostici da persone che non sono dei professionisti con la dovuta preparazione.

Ci sono, infatti, tutta una serie di test che non hanno valenza scientifica, pur essendo molto diffusi. Qui sotto, l’elenco degli esami su cui è meglio non fare affidamento per una diagnosi corretta:

  • dosaggio IGg4
  • test citotossico
  • Alca test
  • elettroagopuntura di Voll
  • test kinesiologico
  • dria test
  • analisi del capello
  • iridologia
  • biorisonanza
  • pulse test
  • riflesso cardiaco auricolare

Il breath test per l’intolleranza al lattosio

Tra i test più affidabili, invece, c’è sicuramente il breath test (test del respiro) per la diagnosi dell’intolleranza al lattosio. Si tratta di un test molto semplice che prevede l’assunzione di un certo quantitativo di zucchero/lattosio per un lasso di tempo stabilito dal medico. Dopodiché il paziente si sottopone all’esame, che consiste in una semplice espirazione.

Per capire se la persona soffre di intolleranza si analizzano i gas espirati alla ricerca di un picco di idrogeno. Quest’ultimo, infatti, è la spia di una fermentazione intestinale dello zucchero non assorbito da parte della flora batterica del colon. A seconda dell’ampiezza del picco, si ottiene una diagnosi di intolleranza lieve, moderata o grave al lattosio.

Il breath test è utile anche per verificare l’intolleranza nei confronti di altri tipi di zuccheri come il lattulosio, lo xilosio, il fruttosio e il sorbitolo.

Prima di sottoporsi al test del respiro, però, bisogna attenersi a una serie di indicazioni:

  • evitare latte e latticini nelle 24 ore precedenti
  • sospendere l’assunzione di antibiotici
  • rimanere a digiuno completo dalle 21:00 della sera precedente al test

Il test dura 3/4 ore durante le quali è assolutamente vietato mangiare e fumare. È consentita solo l’assunzione di una piccola quantità di acqua naturale non gassata.

Celachia e gluten sensitivity

Comunemente, la celachia viene definita come una intolleranza al glutine. In verità, si tratta di una vera e propria allergia che interessa il sistema immunitario.

Quando il celiaco assume alimenti contenenti glutine, si scatena una reazione contro l’intestino che può portare a dei danni della mucosa intestinale.

La gluten sensitivity, invece, è una vera e propria intolleranza al glutine. Le persone che ne sono affette hanno i classici disturbi di un intollerante, vale a dire dolori addominali, colon irritabile, affaticamento e cefalea. Non sono soggetti, però, a reazioni immunitarie con danni alla mucosa intestinale.

Intolleranza al nichel

L’intolleranza al nichel è forse meno conosciuta rispetto alle altre. Per poterla individuare si esegue un patch test. Si pone cioè a diretto contatto della pelle del soggetto un preparato che contiene nichel. Se il test risulta positivo, bisogna escludere quegli alimenti che contengono nichel dalla dieta alimentare.

L’elenco, però, di questi alimenti è piuttosto lungo:

  • caffè, cioccolato e cacao
  • carote
  • ceci, piselli e fagioli
  • frutta essiccata
  • mirtilli e lamponi
  • molluschi e aragoste
  • patate
  • zucche e zucchine
  • salmone, sgombro, sogliola e merluzzo
  • soia e tofu
  • marmellate industriali
  • farine integrali e crusca
  • prodotti multicereali
  • dadi da brodo

La terapia per le intolleranze alimentari

Non esiste una cura farmacologica per questo tipo di disturbo. La terapia principale prevede l’esclusione dalla dieta quotidiana dell’alimento causa dell’intolleranza.

Si tratta, però, di una misura da non prendere senza il consiglio di un medico nutrizionista. L’alimento mancante, infatti, deve essere sostituito da altri alimenti in grado di garantire il giusto apporto nutrizionale.

L’eliminazione, tra l’altro, non deve essere vita natural durante. Sarà il nutrizionista a stabilire quando, come e in quali quantità reintrodurre il cibo incriminato.

Una delle conseguenze delle intolleranze alimentari è l’induzione di comportamenti scorretti e nevrotici. Spesso, le persone si sottopongono a diete eccessivamente severe e selettive che hanno tutta una serie di controindicazioni. In alcuni casi i pazienti più fragili assumono comportamenti tali nei confronti del cibo da sviluppare tutta un’altra serie di patologie.

Formazione medica necessaria per curare le intolleranze

Il medico di base è il primo professionista a cui fare riferimento. Dopodiché, si può prendere appuntamento da un nutrizionista, da un dietista, da un allergolo o da un gastroenterologo.

Sono queste le uniche figure in grado di aiutare una persona che soffre di questi disturbi. Se sei dall’altra parte della barricata e vuoi prenderti cura di soggetti intolleranti, puoi seguire dei percorsi post laurea. Unicusano propone un master di I livello in Nutrizione Clinica della durata di 1500 ore che potrà fornirti tutti gli strumenti conoscitivi per affrontare questi disturbi. Nel piano di studi, infatti, sono previsti moduli di nutrigenetica, alimentazione preventiva e terapeutica, bioterapia nutrizionale e così via.

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Come affrontare un esame scritto? La guida completa

L’esame scritto può essere per alcuni una dannazione e per altri una benedizione. Di solito, è una formula più adatta a chi non ha grandi capacità oratorie e preferisce scrivere piuttosto che parlare.

Non esistono grosse differenze tra la preparazione di un esame scritto a quiz e quello di un esame a risposta aperta. Per entrambi valgono regole come portarsi da casa un orologio per tenere sotto controllo il tempo, arrivare un po’ prima in aula in modo da prepararsi psicologicamente e cercare di tenere sotto controllo l’ansia.

Dopo queste indicazioni generiche passiamo ai nostri consigli per superare gli esami scritti.

Come affrontare un esame scritto: leggi bene le domande

È sempre molto controproducente rispondere subito di botto alle domande senza prima averle lette tutte. Al contrario, bisogna prima leggere l’intera traccia d’esame e poi iniziare a rispondere. In questo modo è possibile farsi un’idea in anticipo sul tipo di domande e individuare quelle di cui si conosce la risposta. Questo è un passaggio fondamentale per gestire bene il tempo a disposizione.

Ovviamente, la lettura delle domande presuppone un certo distacco. Se noti che ti sta cogliendo l’ansia, fai un respiro profondo e comincia il tuo esame concentrandoti sulle risposte che conosci.

Concentrati subito alle domande di cui conosci la risposta

Per superare un esame scritto devi soffermarti prima di tutto sulle domande facili o meglio facili per te. Adottando questa modalità risparmi tempo utile per riflettere su quelle di cui ti sembra di non conoscere la risposta.

Allo stesso tempo, però, non dilungarti troppo soprattutto nelle domande a risposta aperta. L’importante è suddividere equamente il tempo, così da darti la possibilità di rispondere a tutti i quesiti.

Leggi bene le regole del tuo esame scritto

Prima di procedere con l’esame scritto leggi con attenzione i termini. In alcuni esami le risposte sbagliate non producono delle penalizzazioni. In questo caso rispondi pure alle domande di cui non sei sicuro. Potresti riuscire a scrivere la risposta corretta e ottenere così un voto più alto. In situazioni come quella appena descritta è sempre meglio provare a rispondere e non lasciare la domanda in bianco.

Nel caso in cui, invece, è prevista una penalizzazione per ogni domanda sbagliata, sarebbe bene evitare di rispondere. Se non sei sicuro, lascia in bianco la domanda. Forse non riuscirai a prendere un voto altissimo, ma potresti comunque portarti l’esame a casa.

Attenzione anche agli esami in cui è prevista una penalità per le risposte in bianco. In questo caso leggi bene le domande e cerca di capire a quali potresti rispondere con un margine inferiore di errore. Una volta completata questa valutazione, scrivi la tua risposta.

Scrivi risposte chiare

Nel caso di esami scritti a risposta aperta stai attento a costruire un discorso chiaro e conciso. Non scrivere tanto solo con l’obiettivo di allungare il brodo perché rischi di andare fuori tema. Leggi bene la domanda, anche più di una volta, ed elabora una risposta pertinente e concisa. Stai anche attento alla forma. Rileggi sempre per accertarti di non aver commesso errori di ortografia e fai attenzione anche alla punteggiatura.

Per ottenere buoni voti cerca di rielaborare in maniera personale la risposta, senza riprendere a pappagallo i concetti espressi da libri e manuali su cui hai studiato. I professori apprezzano molto gli studenti in grado di personalizzare i concetti appresi.

Usa la matita per sicurezza

Usa la matita in tutte le domande di cui non sei sicuro. Se cambi idea, non dovrai cancellare la risposta a penna e creare dei ghirigori che non depongono a tuo favore. Nel caso della matita, infatti, ti basterà semplicemente usare una gomma per cancellare.

Cerca di capire bene la domanda e le cosiddette parole chiave

Può sembrare strano ma spesso si ha difficoltà a focalizzare la domanda d’esame perché si fraintende il senso delle parole chiave. L’ansia e l’agitazione sono cattive consigliere in sede di esame scritto e può succedere di capire male una domanda.

Prima della data del test è sempre bene fare un piccolo ripasso delle parole chiave con cui si formulano solitamente le domande:

  • definire: fornire una definizione
  • analizzare: capire un concetto e spiegarlo passo per passo
  • spiegare: fornire una risposta che sia una panoramica completa della descrizione del problema e della sua risoluzione
  • confrontare: elencare le similitudini e le differenze principali
  • delineare: fornire una spiegazione su un dato argomento suddividendolo in voci

Intuito sì o intuito no?

Negli esami scritti a risposta multipla sarebbe bene evitare l’intuito. Non è un buon consigliere soprattutto quando non si conosce la risposta. La cosa migliore è sempre fare affidamento sulle proprie conoscenze.

Esami scritti a risposta multipla: evita le risposte uguali

Negli esami scritti a risposta multipla può capitare che ci siano delle risposte identiche ma formulate diversamente. Un esempio?

Chi è l’imperatore francese nato in Corsica?

  • Napoleone III
  • Napoleone I
  • Luigi XVIII
  • Carlo Luigi Napoleone

La prima e la quarta risposta fanno riferimento sempre allo stesso imperatore, vale a dire Napoleone III. Dato che nei test a risposta multipla non si possono mettere due crocette, puoi escludere quelle risposte e concentrarti sulla seconda e la terza. Questo tipo di quiz ti consentono di alzare la probabilità di risposta corretta in caso di indecisione, perché puoi subito eliminare le due risposte identiche. 

Fai particolare attenzione alla formulazione della domanda

Spesso i professori che preparano i test a risposta multipla utilizzano le stesse parole sia nelle domande che nelle risposte. Cosa significa? Se non conosci una risposta, puoi aguzzare l’ingegno e provare a individuare questo tipo di formulazione.

Può capitare una domanda tipo: qual è una delle peculiarità dell’architettura barocca? Nell’elenco delle possibili risposte potrebbe essercene una come questa: le forme plastiche sono peculiari dell’architettura barocca. Ebbene, quel peculiari ti porta sulla strada giusta per rispondere correttamente al quiz.

Non si tratta ovviamente di una formula valida sempre. Quando viene utilizzata, però, è un ottimo indizio rivelatore.

Fai attenzione agli opposti

I quiz sono spesso strutturati con risposte che introducono concetti opposti. Di solito, bisogna concentrarsi proprio sugli opposti per trovare la risposta giusta. È un trucco che viene usato per comprendere se gli studenti hanno capito davvero ciò che hanno studiato.

Qui di seguito, un piccolo esempio.

Il volume di un liquido allo stato di vapore:

  • aumenta?
  • diminuisce?
  • resta identico?

Se non sei sicurissimo, puoi evitare la terza risposta e concentrarti sulle prime due (l’una l’opposto dell’altra). In questo modo sarà più semplice riflettere con calma (relativa!) e trovare la risposta giusta.

Non consegnare mai senza aver riletto

Spesso, gli studenti vengono presi dalla fretta di consegnare, soprattutto quando mancano pochi minuti allo scadere del tempo.

In alcune situazioni l’ansia di aver sbagliato si somma alla fretta e il risultato è che si consegna senza leggere. Sarebbe bene, invece, rileggere sempre con calma e verificare che tutto sia corretto, almeno le risposte di cui si è certi.

È possibile così fare qualche piccola correzione e consegnare un testo che sia anche formalmente perfetto.

Nel lungo elenco di suggerimenti manca quello più importante, che è anche quello più scontato: arrivare preparati. Per poter superare un esame scritto bisogna studiare. In realtà, non basta neppure semplicemente studiare perché è importante avere un metodo di studio, applicarlo con costanza e seguire tutti i piccoli suggerimenti che aiutano la concentrazione e favoriscono la preparazione.

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Le 5 biografie su personaggi famosi che dovresti leggere

Leggere le biografie su personaggi famosi è un ottimo modo per scoprire le vite di politici, scrittori, attori, sportivi e non solo.

Se ti piace immergerti in un libro per staccare la spina dal lavoro o dallo studio universitario, le biografie sono davvero consigliate. Molte, infatti, sono scritte con grande attenzione all’aspetto curioso della vita di grandi uomini e grandi donne e svelano particolari sconosciuti che rendono piacevole e interessante la lettura.

Ti proponiamo una selezione di biografie sui personaggi famosi assolutamente da leggere.

Biografie famose: Nelson Mandela – Lungo cammino verso la libertà

Nelson Mandela ha raccolto il materiale per scrivere la sua autobiografia nei lunghi 27 anni che ha trascorso nel carcere di Robben Island.

Il libro è stato pubblicato nel 1994, lo stesso anno in cui Mandela è diventato Presidente del Sudafrica e ha dato il là definitivo al processo di abolizione dell’apartheid.

La biografia racconta il difficile percorso di Mandela, dalla gioventù alla fuga di fronte al matrimonio combinato deciso dai suoi genitori, dall’attivismo politico alla stesura della Carta della Libertà contro l’apartheid fino all’arresto, al processo e alla detenzione.

L’autobiografica ti consentirà di conoscere meglio uno dei grandi protagonisti del nostro tempo, che ha sacrificato la sua vita per cambiare la condizione dei neri in Sudafrica. Dal libro è stato tratto anche l’omonimo film, con l’attore Idris Elba nei panni di Mandela.

Vita di Maria Stuarda di Stefan Zweig

Se sei un appassionato di storia, devi leggere Vita di Maria Stuarda di Stefan Zweig. L’autore è una garanzia in fatto di biografie. A lui si devono quelle di Magellano, Erasmo da Rotterdam e Maria Antonietta.  Stefan Zweig, però, è anche un raffinato scrittore che ha ricostruito la vita della regina come se fosse un romanzo.

Seguirai così Maria nelle varie tappe della sua vita fino al momento in cui ha abbandonato la corona di diamanti per quella di spine. La storia di Maria Stuarda è raccontata in contrapposizione a quella della sua più grande rivale: Elisabetta d’Inghilterra. Se la prima diventa una regina folle, sanguinaria e così innamorata da perdere trono e dignità, la seconda appare la regina disposta a mettere da parte la sua femminilità per trasformarsi in una delle più grandi figure politiche del suo tempo.

Biografie su personaggi famosi: Open di Andre Agassi

Questa biografia non è destinata solo agli appassionati di tennis, ma a tutti i lettori interessati a seguire la parabola di un uomo che offre di sé un ritratto davvero inedito.

Il libro è stato scritto a quattro mani dal tennista e dal giornalista e scrittore J.R. Moehringer. Agassi si racconta senza pudori, dall’infanzia a Las Vegas al rapporto con il padre che lo costringeva ad allenamenti sfiancanti fino alla conquista dei primi posti nelle classifiche mondiali.

Il racconto restituisce il ritratto di un grande sportivo, sempre in bilico tra la tendenza all’autodistruzione e la ricerca continua della perfezione. Questa sua condizione è riassunta perfettamente in una delle affermazioni contenute nella biografia: “io odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare”.

Sergio Marchionne di Tommaso Ebhardt

Se studi economia, questa biografia non è solo una lettura per il tempo libero. Il libro è stato scritto dal giornalista Tommaso Ebhardt, che ha seguito Marchionne per 10 anni e ha instaurato con lui un rapporto personale.

La biografia racconta le sfide imprenditoriali del manager che è riuscito a trasformare la Fiat in una compagnia globale, strappandola da una situazione difficile.

Il racconto inizia nel 2008 quando Marchionne è impegnato nell’operazione Chrysler. Grazie alla sua posizione privilegiata, Tommaso Ebhardt è riuscito a raccontare le tante sfaccettatura di una figura complessa, soffermandosi sia sull’uomo privato che sul manager. Il libro, pubblicato nel 2019, consente di scoprirne idee, interessi, sentimenti privati e pensieri. Non solo, getta anche uno sguardo sul futuro di FCA dopo la morte improvvisa di Sergio Marchionne, avvenuta nel 2018. 

Becoming – La mia storia di Michelle Obama

La nostra ultima proposta dell’elenco di biografie su personaggi famosi è diversa dalle altre quattro. Si tratta, infatti, di un’autobiografia scritta dalla first lady in persona. Come suggerisce il titolo, Michelle Obama ha raccontato la sua storia iniziando dal periodo della formazione.

La moglie del primo presidente afroamericano degli Stati Uniti si è soffermata sugli anni dell’infanzia a Chicago, sui primi passi come avvocato di successo e sulla difficoltà nel mantenere il giusto equilibrio tra il lavoro e la vita personale. Becoming – La mia storia non poteva ovviamente tralasciare il periodo di otto anni alla Casa Bianca e il ruolo di first lady, che Michelle ha descritto includendo sia i trionfi che le sconfitte. Non mancano aneddoti buffi, ricordi dolorosi, riflessioni, pensieri, idee e approfondimenti sulle questioni che da sempre le stanno a cuore, dalla corretta alimentazione alla salute fino alla protezione dei diritti civili delle minoranze. 

Cosa ne pensi delle biografie che ti abbiamo suggerito? In quale vita correrai a immergerti?

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Le 5 curiosità su Imperia che dovresti conoscere

Vorresti organizzare una gita alla scoperta delle curiosità su Imperia? La città ligure ha un fascino particolare, esaltato da spiagge meravigliose in cui trascorrere le giornate estive. La città è sorta intorno al fiume Impero ed è nata dall’accorpamento di due agglomerati principali, vale a dire Oneglia e Porto Maurizio. La data di nascita ufficiale è il 1923, quando Imperia fu costituita con un decreto reale.

Scopriamo insieme le cinque curiosità su Imperia e i luoghi assolutamente da visitare.

Imperia: città dell’olio

Nella zona di Oneglia sorge il Museo dell’Olivo, una struttura costituita da 18 sale che ti farà scoprire lo stretto legame tra la città e l’olio d’oliva. La grande protagonista è l’oliva taggiasca, il cui nome deriva dalla cittadina di Taggia, in provincia di Imperia. A Taggia, infatti, fu piantato il primo albero di olive di una qualità particolare portata in Liguria dai crociati, che ne apprezzarono il sapore durante le guerre in Terra Santa.

Il museo propone tre percorsi tematici diversi che consentono di scoprire l’olio da tre differenti punti di vista. I percorsi si intitolano: l’umano e il divino, la ricchezza e la quotidianità. Il complesso si trova in Via Garessio 13 ed è aperto dal lunedì al sabato.

La città natale di Edmondo De Amicis

Tra le curiosità su Imperia c’è sicuramente quella riguardante l’autore del libro Cuore. La città, infatti, ha dato i natali allo scrittore Edmondo De Amicis.

Edmondo nacque in una casa affacciata su piazza Vittorio Emanuele I nel cuore di Oneglia. Oggi la piazza è intitolata allo scrittore, che rimase poco nella cittadina ligure. A soli due anni si trasferì con la famiglia in Piemonte. Imperia, però, non ha dimenticato il suo illustre concittadino e gli ha dedicato una statua, una targa posta sulla sua casa natale e un’area della Biblioteca Civica Leonardo Lagorio. La biblioteca ospita una ricostruzione del suo studio con foto monili, appunti e la sua biblioteca personale, costituita da 3 mila volumi.

La statua, invece, è stata inaugurata nel 1932 e sorge in Piazza della Vittoria. Il monumento fu realizzato con il contributo di tutti i bambini italiani, che inviarono piccole offerte da 10 centesimi attraverso gli istituti scolastici.

Non solo, la città ha dedicato a Edmondo De Amicis anche lo sferisterio, il campo da gioco della pallapugno in località Clavi. La pallapugno è un gioco che vede affrontarsi due squadre da quattro giocatori con una palla di gomma del peso di 190 grammi.

Raduno delle vele d’epoca

Il mare domina la città e scoprire i luoghi segreti di Imperia significa esplorare il legame con l’acqua. Ogni anno da 30 anni, Imperia ospita un raduno di imbarcazioni a vela provenienti da tutto il mondo. Le imbarcazioni si sfidano in una regata nello specchio d’acqua di fronte alla città e sfilano per essere giudicate anche dal punto di vista estetico. È prevista, infatti, l’assegnazione del Premio Eleganza. Se le barche a vela ti affascinano, non puoi perderti la manifestazione.

Curiosità su Imperia: la basilica più grande della Liguria

Imperia vanta la chiesa più grande della Liguria: la Basilica di San Maurizio. La chiesa occupa parte di quella che in passato era Piazza d’Armi. Sembra che a scegliere il luogo dove erigerla sia stato San Leonardo in persona, durante una celebre predica ai cittadini.

La chiesa merita una visita sia per l’imponente esterno con i due campanili gemelli che per l’interno dalla pianta a croce doppia traversa. I campanili sono alti 36 metri, mentre la sommità della cupola principale raggiunge i 48 metri. La chiesa è davvero grande, con una superficie totale che arriva a più di 3000 metri quadri.

Il locale più antico di Imperia: Caffè Pasticceria Piccardo

Se vuoi fare una sosta e bere un caffè, ti consigliamo di fermarti nel Caffè Pasticceria Piccardo. Locale storico fondato nel 1905 e iscritto all’associazione Locali Storici d’Italia. La caffetteria si trova nel centro di Oneglia, sotto i portici di Piazza Dante. La sua fondazione, tra l’altro, è antecedente alla nascita stessa della città.

Il locale è un vero e proprio museo storico, che ha accolto tanti personaggi importanti nel corso degli anni. Frequentavano il bar personaggi come il Presidente della Repubblica Sandro Pertini e lo scrittore Italo Calvino. Non solo, un simpatico aneddoto ha come protagonista il grande Fausto Coppi. Sembra che il ciclista fosse in testa alla Milano-Sanremo e avesse oltre dieci minuti di vantaggio sugli altri corridori. Decise così di fare una piccola pausa, scese dalla bicicletta, entrò nel Caffè Pasticceria Piccardo e prese un caffè. Era il 1946 e da allora la storia della sosta di Coppi viene raccontata da un fedele cliente del locale che fu testimone diretto: Umberto Borelli. Se farai una sosta nel locale, potrai anche apprezzare il recupero storico molto attento ai dettagli eseguito dai proprietari nel 2003.

Allora conoscevi queste curiosità su Imperia? Andrai alla scoperta della Basilica di San Maurizio o ti fermerai a bere qualcosa al Caffè Pasticceria Piccardo?

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Le 10 frasi pronunciate più spesso dagli studenti di ingegneria

Ti lamenti delle stesse cose dei tuoi colleghi universitari? Scopri le frasi da studente di ingegneria più comuni, quelle che ogni studente ha detto almeno una volta nel corso della laurea triennale o della laurea magistrale. Ti sentirai sicuramente meno solo, perché in fondo tutti gli studenti si assomigliano e si lamentano o gioiscono per cose come esami troppo pesanti o voti più alti di quelli attesi.

Frasi studenti: la top ten

Ci sono degli aspetti della vita universitaria che sono oggetto del maggior numero di commenti. Quali? Gli argomenti più frequenti agli esami, la maggiore o minore severità di insegnanti e professori, il grado di preparazione prima di affrontare un esame, il confronto con il percorso dei propri colleghi e così via.

Ecco perché ci sono delle frasi da studente di ingegneria che sono più comuni rispetto ad altre. Qui di seguito la nostra lista assolutamente da consultare.

1 – Ma chi me lo ha fatto fare di iscrivermi a ingegneria?

Tipica frase da studenti che si pronuncia nei momenti di difficoltà, come quelli in cui bisogna affrontare uno degli esami più difficili del percorso di laurea. Ingegneria ha degli scogli impegnativi che sono gli esami di analisi I e analisi II e quello di fisica generale. Non ha una buona nomea neppure l’esame di scienza delle costruzioni. 

Nel caso, per esempio, dell’esame di analisi si parla della bestia nera del corso di laurea, la cui difficoltà è sicuramente amplificata dal passaparola di studente in studente. Per tranquillizzarti, però, vanno fatte delle precisazioni. Si tratta, infatti, di un esame del primo anno, la cui complessità è intensificata anche dalla nuova modalità di studio prevista per la sua preparazione. Superarlo è possibile, basta un po’ di impegno in più.

2 – Tranquillo, quella parte non la chiede mai

Quante volte hai sentito questa frase da studenti di ingegneria destinata ad amici/colleghi con l’acqua alla gola nella preparazione di un esame? Se non ti sei organizzato bene con i tempi da dedicare allo studio, avrai sicuramente fatto un sondaggio tra colleghi che hanno già sostenuto l’esame nelle sessioni precedenti. Avrai, dunque, ricevuto anche tu una risposta come “Tranquillo, quella parte non la chiede mai”.

Metti da parte le informazioni avute e fai una ricerca on line più approfondita. Di solito chi si sente dire questa frase, finisce per evitare di studiare cose che il professore potrebbe chiedere eccome. Per non pentirti di aver seguito le indicazioni di altri studenti, cerca sempre le domande più frequenti degli esami. Troverai tante informazioni sul web con le statistiche degli argomenti più richiesti. In questo modo potrai concentrarti sugli argomenti giusti. Ti basta digitare “Domande frequenti esame analisi I?” oppure “Domande frequenti esame geometria?” e così via.

3 – Non so niente

Tipica dichiarazione di chi entra, sostiene l’esame e prende 30. Come mai è così frequente? Forse a pronunciarla sono i maniaci della perfezione. Studenti che non si sentono mai preparati, anche quando lo sono. Potrebbe essere il riflesso di una certa insicurezza, che assale soprattutto nel momento in cui bisogna entrare e sedersi davanti al professore. Se hai pronunciato anche tu questa frase da studenti di ingegneria e hai preso 30, dovresti lavorare sulla tua sicurezza in modo da vivere gli esami con minore ansia.

4 – Questa è l’ultima volta che preparo un esame all’ultimo minuto

Frase che viene pronunciata indistintamente sia dopo esami superati bene che dopo esami non superati. L’esperienza dovrebbe insegnare sia nell’uno che nell’altro caso, ma la preparazione all’ultimo minuto è un’abitudine dura a morire.

Eppure oggi ci sono applicazioni per organizzare il tempo, strumenti per facilitare la preparazione come le video lezioni, percorsi universitari on line con cui si evita di recarsi in ateneo, test intermedi di verifica. Insomma, ridursi all’ultimo minuto è davvero un peccato, anche perché impedisce di vivere l’università in maniera serena. Distribuire lo studio in lassi di tempo più ampi e stabilire una routine predefinita ti consente non solo di essere più rilassato, ma anche di apprendere di più e molto più facilmente.

5 – Se mi mette 18, me lo prendo subito

Attenzione a pronunciare questa frase. Il più delle volte non si pensa veramente quanto detto. Se il professore valuta la preparazione pari a 18, finirai probabilmente per rifiutare. Ci sono, però, delle situazioni in cui potresti accettare: sei fuori corso, è l’ultimo esame prima della sospirata tesi oppure è uno degli esami propedeutici del tuo corso di laurea. In quest’ultimo caso, per esempio, non puoi accedere all’anno successivo senza quel determinato esame. Dovrai quindi fare una sorta di compromesso tra la media desiderata e il tempo e accettare quel 18.

Le ultime cinque frasi da studenti

Nelle posizioni dalla 6 alla 10 abbiamo previsto le frasi da studente di ingegneria riguardanti il tempo libero e la propria vita di tutti i giorni. Si ritorna agli esami solo con la frase finale:

6 – Ho bisogno di una pausa

Questa frase non è negativa, perché le pause nello studio sono sacrosante. Non si deve, infatti, studiare per ore di seguito senza interruzioni. La frase, però, diventa decisamente poco positiva se “Ho bisogno di una pausa” la pronunci troppo, troppo spesso.

7 – Da domani inizio a studiare seriamente

Lavori, fai sport, hai molte relazioni sociali? Allora hai detto questa frase da studenti di ingegneria.  Si tratta, infatti, di una di quelle frasi motivazionali, tipiche del procrastinatore seriale che si riduce all’ultimo minuto e poi finirà per pronunciare la frase 4 “Questa è l’ultima volta che preparo un esame all’ultimo minuto”. Organizzare meglio i propri impegni extra universitari è sicuramente il primo passo per cominciare ad abbandonare l’abitudine a rimandare a domani.

8  – Da domani niente Facebook fino all’esame

Social, mail e messaggi sono diventati una fonte di distrazione notevole. Studiare con il cellulare vicino induce a distrarsi di continuo per leggere un messaggio o dare un’occhiata a una foto. Se pronunci questa frase, sai che sei un controllore seriale della bacheche social e sai anche che non rispetterai mai un proposito come eliminare Facebook per tanti giorni. Per aggirare il problema ti basta semplicemente silenziare il cellulare mentre studi e guardare tutte le notifiche quando avrai terminato.

9 – Stasera esco, ma non faccio tardi

Classica frase da bollare come “le ultime parole famose”. Non appena la pronunci sai già che farai tardi, forse persino molto più tardi del solito. In realtà, dichiarazioni come questa scaturiscono dal senso di colpa e dall’idea che lo studio non prevede uscite. La soluzione è uscire più spesso. Vedrai che la maggiore frequenza delle uscite ti consentirà di rientrare prima a casa, perché sarai più soddisfatto della tua vita sociale.

10 – Mi ha chiesto l’unica cosa che non sapevo

Chiudiamo la nostra top ten delle frasi da studente di ingegneria con il classico dei classici che arriva puntuale dopo la bocciatura a un esame. Sai che se l’hai pronunciata, non sei stato molto sincero. Nella maggior parte dei casi si tratta di una frase scarica coscienza, con cui ci si giustifica per un risultato deludente. L’importante è esserne consapevoli e dire “Mi ha chiesto solo l’unica cosa che non sapevo” solo a mo’ di consolazione per poi mettersi a studiare sul serio per l’appello successivo.

Allora, quale di queste frasi hai detto? E quante volte le hai sentite da uno dei tuoi amici o colleghi universitari? Cambieresti l’ordine della nostra top ten mettendo la decima frase al primo posto?

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Come ottimizzare il tempo per lo studio: 5 strategie da provare

Studi, lavori e hai una famiglia a cui pensare? Hai sicuramente bisogno della nostra guida su come ottimizzare il tempo per lo studio.

Prima di leggere i nostri consigli sgombera il campo dai pregiudizi. Non ti forniremo una bacchetta magica con cui aumentare la durata delle tue giornate. Purtroppo, le ore a disposizione rimarranno sempre 24. Imparerai, però, come ottimizzare il tempo per sprecarne il meno possibile.

Ottimizzare il tempo in base alla propria personalità

Il nostro primo consiglio strategico è il seguente: analizza la tua capacità produttiva. Per capire davvero come ottimizzare il tempo per lo studio devi individuare i momenti della giornata in cui sei più produttivo. La mattina, il pomeriggio oppure la sera? Una volta individuato il tuo momento migliore, concentra lo studio in quella fascia oraria.

La preparazione di un esame assomiglia a qualsiasi altra attività umana. Ha bisogno di pratica e concentrazione, presuppone l’investimento di energia e l’ottenimento di risultati. Si tratta cioè di un’attività a cui si può tranquillamente applicare il principio di Pareto, noto anche come principio 80/20. Si tratta di una legge di natura statistico-empirica che descrive la realtà in base al rapporto 80/20.

Cosa significa? Pensa a un grande e-commerce con un catalogo di tantissimi prodotti. Il principio di Pareto applicato al commercio stabilisce che il 20% degli articoli consentirà l’80% dei guadagni. Volendo allargare l’analisi alla distribuzione della ricchezza, possiamo applicare Pareto e affermare che l’80% della ricchezza è in mano al 20% della popolazione.

Applicare il principio di Pareto allo studio significa individuare i momenti della giornata migliori per te e usarli per preparare gli esami, in modo da ridurre l’investimento in tempo senza pregiudicare i risultati.

Fai una cosa alla volta

Se studi e lavori, il consiglio fai una cosa alla volta ti potrà sembrare di difficile applicazione. In realtà è molto prezioso perché ti aiuta ad aumentare la concentrazione. Se stai studiando, devi concentrarti solo sullo studio mettendo fuori dalla porta tutti i motivi di perdita di concentrazione.

Per facilitare questo passaggio inizia dal distinguere il superfluo dall’essenziale.  Cerca cioè di gestire meglio le tue attività quotidiane in modo da lasciarti il tempo libero per lo studio. Come fare? Qualche piccolo consiglio:

  • delega le attività che possono gestire altri al tuo posto
  • automatizza le attività più ripetitive
  • organizza gli spazi del lavoro e dello studio in modo da usarli subito
  • fissa delle scadenze realistiche e suddividi le attività giorno per giorno così da non avere problemi a rispettarle
  • riduci le attività che comportano uno spreco inutile di tempo
  • fai attenzione a non mettere tutto in liste infinite. Le liste vanno maneggiate con cura perché potrebbero diventare strumenti che ti aiutano a procrastinare. Stai attento anche a non farti ossessionare dalle liste, altrimenti passerai più tempo a compilarle che a studiare
  • accorpa attività simili nello stesso momento. Questa pratica ti aiuterà a svolgerle più rapidamente

Fissa obiettivi misurabili

In qualsiasi guida su come ottimizzare il tempo per lo studio avrai letto il consiglio sugli obiettivi.  È sicuramente un ottimo suggerimento, perché l’assenza di obiettivi predefiniti comporta per forza di cose uno spreco di tempo.

Ci sono, però, obiettivi e obiettivi e pianificazione e pianificazione. Ti sarà capitato, per esempio, di creare piani che poi non hai seguito con un spreco di tempo doppio,  dato che hai investito anche quello necessario alla pianificazione.

Come devono essere dunque gli obiettivi per consentirti di raggiungere il tuo risultato? Ecco un esempio di obiettivi funzionali al risparmio di tempo:

  • scegli traguardi misurabili – suddividi la preparazione degli esami in capitoli o pagine per giorno. In questo modo terrai sotto controllo l’andamento dello studio e arriverai alla data degli esami senza lasciare indietro testi e dispense
  • stabilisci delle date intermedie – gli obiettivi sono più gestibili quando non prevedono tempi di realizzazione troppo lunghi. Fissa date intermedie per il ripasso o per i test utili a sondare la preparazione. In questo modo verifichi il tuo livello e individui eventuali lacune. Probabilmente dopo la fase di test, dovrai rimodulare i tuoi obiettivi

Se la tua situazione è in continuo divenire, puoi adottare la tecnica degli obiettivi a corto raggio. Puoi cioè fare dei planning settimanali in modo da tenere sotto controllo l’andamento dello studio e riuscire a ridurre comunque le ore giornaliere da dedicare allo studio.

Errori comuni da evitare

Il quarto consiglio della nostra guida su come ottimizzare il tempo per lo studio riguarda gli errori da evitare:

  • cancellare le pause – studiare di continuo senza neppure una pausa è controproducente. Il cervello ha un calo di attenzione dopo circa 45 minuti di studio ininterrotto. Sarebbe bene, quindi, programmare una piccola pausa di 5 minuti in modo da riprendere l’attività con maggiore concentrazione.
  • farsi condizionare dall’ambiente – l’ambiente in cui si studia è fondamentale. Per ambiente, però, non si intende solo la stanza dedicata allo studio. Se studi a casa, l’ambiente include anche i tuoi familiari che sono spesso la fonte di interruzioni più o meno frequenti. La cosa migliore è chiedere loro di aspettare che tu abbia finito di studiare, perché interruzioni continue per fare altro rischiano di deconcentrarti e di ridurre la qualità delle ore dedicate allo studio.
  • non considerare gli imprevisti – la tua pianificazione del tempo non può essere troppo rigida. È vero gli imprevisti sono tali perché imprevedibili. Puoi però includere l’eventualità dell’imprevisto nella tua pianificazione. Cosa significa? Non fare in modo che il tuo calendario di studi termini il giorno prima dell’esame. Potrebbero appunto esserci degli imprevisti che ti impediscono di studiare per uno o più giorni. In quel caso, non avresti il tempo di recuperare. Considera sempre 1/2 giorni di imprevisti per essere tranquillo.

Impara a gestire l’ansia e la frustrazione

Ridurre il tempo dello studio significa anche imparare a gestire i meccanismi psicologici che si innescano durante il percorso universitario. Gli esami universitari hanno un ruolo importante nella tua vita. Sono un passo che ti avvicina al mondo del lavoro, perché la laurea è l’ultimo titolo di studio da acquisire prima di iniziare a lavorare. Se sei già un lavoratore, invece, gli esami fanno parte di un percorso che potrebbe consentirti un avanzamento di carriera. In entrambi i casi possono generare cioè ansia, frustrazione e stress, tutte reazioni connesse con le attività importanti della nostra vita.

Per evitare che queste emozioni prendano il sopravvento, facendoti sprecare tempo prezioso, devi imparare a gestirle.

Un primo passo consiste non solo nel pianificare le attività, ma anche nel non procrastinare. Fai sempre tutto quello che hai deciso senza rimandare a domani, perché domani è un altro giorno è potrebbe sorgere un intoppo. Se quell’intoppo ti impedisce di portare a termine quanto hai rimandato, ansia e frustrazione sono davvero dietro l’angolo.

Un altro errore che si commette spesso consiste nel pianificare le diverse attività senza pensare mai a sé stessi e a tutte le attività parallele che si svolgono. Per iniziare davvero a mettere in pratica i consigli su come ottimizzare il tempo per lo studio, bisogna lasciarsi la possibilità di continuare a coltivare i propri hobby o a vedere i propri amici. Si tratta di attività fondamentali che consentono quella rigenerazione mentale in grado di aumentare la concentrazione nello studio.

Allora cosa ne pensi? Metterai in pratica i nostri consigli per sfruttare al massimo il tuo tempo a disposizione per lo studio?

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Yoga e concentrazione: perché può aiutarti nello studio

Hai difficoltà a studiare per gli esami e hai digitato on line la ricerca yoga e concentrazione? Già solo cercare qualche informazione sulla meditazione è un passo avanti per risolvere il tuo problema.

Diversi studi universitari, infatti, hanno dimostrato come yoga e concentrazione sia un binomio perfetto. Secondo una ricerca condotta dall’Università dell’Illinois su un gruppo di studenti volontari, sono sufficienti dieci minuti al giorno di yoga per aumentare il livello di concentrazione e favorire lo studio.

In realtà, una migliore capacità di concentrazione porta con sé anche un altro risultato importante: un aumento del rendimento. Quest’ultimo aspetto tradotto in termini pratici significa esami superati con più facilità.

Fare yoga aiuta a ricordare con più facilità

Yoga e concentrazione sono così legati perché l’uno ha bisogno dell’altra. Per poter praticare la disciplina dello yoga, infatti, bisogna allenare la concentrazione. Se la mente è piena di ansie, preoccupazioni e pensieri, sarà più complicato eseguire le posizioni di equilibrio.

Per dedicarsi alla meditazione yoga, infatti, devi imparare a svuotare la mente. All’inizio si fa fatica a ottenere questo risultato e a mettere da parte i pensieri della vita quotidiana. Sarà la pratica a favorire lo svuotamento della mente in favore della capacità di fissare l’attenzione solo sulla posizione. Una volta raggiunto questo traguardo, si otterrà un conseguente aumento della concentrazione e della memoria.

Uno studio condotto nel 2011 dai ricercatori dell’Università di Harvard ha dimostrato che meditare aiuta la memoria, con un beneficio che si protrae per tutta la giornata e non solo nel tempo immediatamente successivo alla meditazione.

Fare yoga, dunque, può essere molto utile a uno studente. Se sei una matricola oppure ti ritrovi a dover conciliare studio e lavoro, la meditazione può venirti in aiuto per superare le difficoltà di un percorso universitario impegnativo.

Yoga contro l’ansia da esame

Lo yoga non ha effetti solo sulla capacità di concentrarsi, ma anche sulla respirazione e sulla regolazione del battito cardiaco.

Quando siamo in agitazione, il nostro corpo aumenta la produzione di adrenalina che fa innalzare la frequenza respiratoria, il battito cardiaco e la pressione. Agendo sulla respirazione, lo yoga favorisce la calma e riduce gli stati di agitazione in prossimità di un esame da sostenere.

In molti casi un cattivo esame è il frutto di ansia e stress, che creano quel blocco davanti al foglio bianco o davanti alla commissione di docenti. Ti sarà capitato qualche volta di sentirti così ansioso da avere l’impressione di aver dimenticato tutto. In quei casi è difficile recuperare e riuscire e superare l’esame.

Il nostro consiglio è fare yoga il giorno prima e il giorno stesso della prova in modo da ritrovare quella calma necessaria per dare il meglio di sé.

La meditazione per principianti: qualche consiglio

Per far sì che yoga e concentrazione siano davvero la soluzione ai problemi di studio, memoria e rendimento, bisogna iniziare a fare pratica.

Qui sotto trovi qualche utile consiglio:

  • comincia da seduto – la posizione più semplice per meditare è quella da seduti. Meglio ancora seduti sul pavimento a gambe incrociate.
  • rilassa il corpo – tieni una posizione dritta immaginando di avere un filo attaccato alla testa. Inizia a rilassare il corpo partendo dal basso verso l’alto. Comincia dai piedi e arriva fino alle spalle e al collo. Presta particolare attenzione alla mascelle, rilassale come fai con il resto del corpo.
  • respira restando immobile – porta l’attenzione sul respiro e concentrati. Usa il diaframma e respira lentamente in modo da sentire i polmoni mentre si espandono.
  • scegli un mantra – i mantra aiutano molto a tenere alta la concentrazione. Puoi ripeterlo sia mentalmente che ad alta voce. Un  mantra molto semplice e utile e “inspiro, respiro”.  Ripetilo di continuo per sincronizzare il respiro.
  • rilassa la mente – il respiro e il mantra aiutano a liberare la mente. Nel momento in cui rilassi la mente, dovresti raggiungere quel binomio yoga e concentrazione. Potrebbe capitare che un pensiero riaffiori, ma in questo caso non devi fare altro che metterlo da parte e riprendere con la respirazione.

Quando è finita una seduta di yoga?

Sarai tu a decidere quando è arrivato il momento di concludere la meditazione. Non esiste una durata standard in base alla quale regolarsi. Se è la prima volta che fai yoga, conviene sempre iniziare con delle sessioni brevi che non superino i 10 minuti.

Quando noterai i benefici della meditazione, finirai per aumentare spontaneamente la durata delle sessioni. Potresti anche tranquillamente adottare sempre il limite dei 10 minuti, usufruendo comunque di tutti gli effetti positivi su concentrazione e memoria.

Non appena sei pronto per concludere, porta lentamente la tua attenzione verso l’ambiente esterno. Riprendi il contatto con la tua fisicità muovendo le dita dei piedi e delle mani. Dopodiché stendi dolcemente gambe e braccia. A questo punto sei pronto per aprire gli occhi e riprendere a muoverti.

Dopo aver fatto yoga puoi ricominciare subito con l’attività che hai interrotto per meditare. Vedrai che riprendere a studiare ti risulterà molto meno pesante.

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Come studiare durante le vacanze? 6 consigli da applicare subito

Non puoi prenderti pause e vuoi capire come studiare durante le vacanze in modo da rendere più facile il compito che ti aspetta? Da un punto di vista psicologico non è semplice immergersi nello studio quando tutti sono liberi.

Per questo ti proponiamo una serie di suggerimenti che possono esserti d’aiuto a studiare durante le ferie. Scopri insieme a noi come preparare gli esami senza rinunciare alle uscite.

Studiare durante le ferie: i momenti migliori della giornata

Sei il tipo di studente che preferisce la notte al giorno? Dovresti evitare l’abitudine di studiare di notte, soprattutto in vacanza. Lo studio notturno rallenta le capacità mnemoniche e di elaborazione nei giorni successivi. Questo significa che ti sembrerà di aver fatto molto il giorno dedicato allo studio notturno, ma poi scoprirai di rendere molto meno nelle giornate successive. Tra l’altro per studiare al meglio devi sempre ritagliarti il giusto numero di ore per il riposo. Dovresti cioè dormire almeno sette ore a notte. Solo in questo modo ti sveglierai fresco e riposato, anche mentalmente.

Come studiare durante le vacanze per ottenere risultati senza sprecare tempo? Prediligi il mattino, perché è il momento in cui la mente è più pronta e reattiva.

Durante le vacanze estive, tra l’altro, i pasti dovrebbero essere più leggeri del resto dell’anno per via del caldo. Questo ti permette di dedicarti allo studio anche nelle prime ore del pomeriggio.

La giornata ideale: 5 ore di studio

Lo studio in vacanza (ma vale sempre) non dovrebbe prevedere giornate di 8/10 ore. Dedicare tutte quelle ore alla memorizzazione di concetti è controproducente. Ritagliati 5 ore di tempo e ricorda sempre di fare una pausa.

Puoi organizzare delle sessioni di 30 minuti, intervallandole sempre con una piccola pausa. Per non perdere la possibilità di goderti anche le vacanze, distribuisci le cinque ore nell’arco della giornata. Potresti iniziare il mattino presto intorno alle 08:00 con le prime due ore e mezza, in modo da andare al mare nelle ore più calde.

Una volta completato il pranzo, procederai alla seconda parte della tua giornata di studio. Questa suddivisione ti lascerà la possibilità di usare la sera per svagarti.

Uno dei capisaldi della nostra guida come studiare durante le vacanze è il tempo libero. Cerca di concederti sempre dei momenti tutti per te, lontano dallo studio. Una eccessiva concentrazione solo sugli esami da preparare potrebbe provocare un aumento dello stress e dell’ansia, che non portano mai a buoni risultati.

Prima di applicare i consigli verifica sempre quanto siano in linea con le tue inclinazioni. Se il pomeriggio sei solito riposare, per esempio, puoi ritagliarti due ore per studiare la sera. Di solito, la mente è meno reattiva nelle ore serali. Puoi ovviare al problema dedicando questa parte della giornata alla ripetizione e non all’acquisizione di concetti nuovi. In questo modo sfrutterai al meglio il tempo a disposizione.

Studio in vacanza: caldo e distrazioni

Il caldo può essere un nemico dello studio, così come le distrazioni frequenti. Come combattere entrambi? Qui sotto qualche dritta:

  • usa vestiti leggeri, preferibilmente in tessuti traspiranti
  • bevi molto durante lo studio. L’acqua terrà alto il tuo livello di energia, consentendoti di non perdere la concentrazione
  • prenditi una pausa e fai una doccia fresca
  • spegni il cellulare per evitare messaggi e chiamate
  • scegli un posto isolato della casa, non raggiungibile da rumori e chiacchiere
  • organizza la scrivania in maniera ordinata, tenendo a portata di mano solo l’indispensabile per studiare

Usa la tecnica della scuola materna

La fase cruciale della preparazione di un esame all’università è quello della ripetizione. Hai completato tutti i testi previsti e ora devi ripetere per capire quanto hai appreso. Questo momento può diventare ancora più pesante durante le ferie.

Come studiare durante le vacanze per ottimizzare anche la fase della ripetizione? Usando la tecnica della scuola materna che consiste nel ripetere i concetti come se li stessi spiegando a un bambino piccolo.

Dovrai rielaborare i concetti in maniera semplice e sforzarti di spiegarli in modo che siano comprensibili. Si tratta di un ottimo metodo di verifica che ti consentirà di capire quanto tu stesso hai capito a fondo un concetto. Sarà, infatti, molto difficile spiegare in modo semplice un concetto che non ti appartiene.

Grazie alla tecnica della scuola materna sarai cioè in grado di capire cosa devi andare a studiare di nuovo, perché hai delle lacune.

Per applicare al meglio questo metodo dovrai usare delle similitudini. Rielaborerai, dunque, le materie di studio esponendole tramite idee e concetti familiari, che ti faranno ottenere due importanti risultati: comprenderai a fondo le nozioni e le memorizzerai meglio.

La tecnica della scuola materna è applicabile a tutte le materie. Puoi usarla se studi giurisprudenza, economia, psicologia, ingegneria e non solo.

Aiutati con l’alimentazione

Tutti gli aiuti sono i benvenuti per capire come studiare durante le vacanze, raggiungendo gli stessi risultati di altri periodi. L’alimentazione, per esempio, può risultare molto utile.

Se ti senti particolarmente stressato, tenderai a mangiare il cosiddetto cibo spazzatura che ha un affetto appagante. Si tratta, però, di un tipo di alimentazione che non favorisce per niente lo studio e la concentrazione. Uno dei nemici, per esempio, sono le bibite gassate. Il caldo estivo rende sicuramente appetibili le bibite gassate con cubetti di ghiaccio e fette di limone. Durante la preparazione di un esame, però, sarebbe meglio evitare. Diversi studi scientifici hanno dimostrato come l’eccesso di zuccheri delle bibite gassate ha un effetto negativo sullo studio, in quanto provoca un certo rallentamento delle funzioni cerebrali.

Se hai bisogno di un aiuto per aumentare la concentrazione, prova a introdurre nella tua dieta gli alimenti elencati qui sotto:

  • pesce azzurro
  • curcuma
  • broccoli
  • uova
  • tè verde

Sembra che l’estratto di tè verde aiuti a potenziare la memoria.  I ricercatori dell’Università di Basilea hanno condotto uno studio che ha evidenziato un miglioramento evidente delle performance cognitive dei partecipanti, a cui erano state somministrate bevande con estratto di tè verde. Potresti quindi sostituire le bibite gassate con dei bei bicchieri di tè verde freddo e incentivare così le tue capacità mnemoniche.

Impara a ridurre lo stress

Lo stress non aiuta la memoria e l’apprendimento. Lo studio in vacanza è potenzialmente una fonte di stress superiore allo studio in periodi normali. Temi di non fare in tempo, sei combattuto tra il concederti o meno del tempo libero e amici e familiari diventano, il più delle volte, un ostacolo alla concentrazione. Insomma, potresti incappare in un aumento involontario dello stress.

In queste condizioni si verifica un innalzamento del livello di cortisolo, un ormone associato allo stress, che può avere un impatto negativo sulla memoria.

Come puoi combattere l’impennata di cortisolo? Quando cominci ad avvertire una certa agitazione anomala, fai una pausa e dedicati a un’attività divertente oppure a un po’ di attività sportiva.

Ridere, per esempio, causa una produzione di endorfine e dopamine che raggiungono il cervello e producono una sensazione di benessere. In questo modo riduci lo stress e ti senti più predisposto allo studio. Puoi guardare, ad esempio, un video divertente, chiamare un amico per svagarti e fare quattro chiacchiere oppure fare una breve passeggiata. Quelle appena descritte sono tutte pause intelligenti che ti consentono di recuperare il giusto livello di concentrazione.

Allora cosa ne pensi dei nostri consigli della guida come studiare durante le vacanze? Quali di questi suggerimenti metterai in pratica per arrivare preparato agli esami?

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Sei uno studente? 3 consigli per una routine produttiva

Non riesci a concentrarti in vista degli esami e vorresti adottare una routine studente per aumentare la tua voglia di studiare? La routine quotidiana è fondamentale per raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati.

Lo stile di vita dello studente fuori sede, che si divide tra amici e feste, non aiuta a tenersi al passo con gli impegni universitari. Uno dei primi consigli da mettere in atto, per esempio, riguarda il sonno. Fare le ore piccole è controproducente. La cosa migliore sarebbe andare a letto sempre alla stessa ora e controllare la qualità del proprio sonno. Esistono diverse app che fissano la sveglia nel momento in cui il sonno è più leggero. Si tratta di un piccolo accorgimento, ma è importante per far sì che il risveglio sia meno duro e la giornata diventi più produttiva.

Qui sotto i nostri consigli per migliorare la routine studente e arrivare alla laurea senza sforzi eccessivi.

Routine studente: la colazione

Quante volte hai sentito che la colazione è il pasto più importante della giornata? La tua perfetta routine studente deve partire da qui.

Non è importante solo il momento del cibo, ma tutta la prima fase del risveglio. Per renderla meno pesante prepara tutto la sera prima, dai vestiti al tuo angolino con tovaglietta e tazze. Ma cosa mangiare? Come prima regola vale quella di non esagerare. Una colazione troppo abbondante tende ad aumentare il senso di sonnolenza, che impedisce la concentrazione.

L’obiettivo da raggiungere è incrementare la presenza nel cervello dell’acetilcolina, un neurotrasmettitore che aiuta la memoria. Per ottenere questo risultato devi aumentare la presenza di glucosio nel sangue. Ovviamente, sempre senza esagerare, perché un livello troppo alto di glucosio nel sangue ha effetti negativi sulla salute fisica e sulle prestazioni mentali.

Gli alimenti che ti consentono di ottenere questo risultato sono:

  • pane (preferibilmente integrale)
  • latte e yogurt (preferibilmente integrali)
  • frutta

Se decidi di iniziare la giornata con una tazza di latte, dei cereali, della frutta fresca o una fetta biscottata integrale con marmellata, hai fatto sicuramente la scelta giusta.

Vuoi migliorare ancora di più la memoria? Allora a colazione prova a mangiare della frutta secca che contiene le vitamine del gruppo B, un vero toccasana per la memoria e le funzioni cerebrali.

Stile di vita studente: la routine degli obiettivi e le flashcard

Per non perdere tempo prezioso organizza lo studio fissando degli obiettivi quotidiani. Stabilisci un calendario, suddividendo i compiti nelle singole giornate. In questo modo non sarai costretto ad ammazzarti di fatica negli ultimi giorni che precedono gli esami.

Puoi anche stabilire una routine studente che preveda un piccolo premio al termine della settimana o della giornata. Se hai seguito con attenzione il tuo piano e hai completato quotidianamente il numero di capitoli da studiare, concediti un aperitivo, una cena o un’uscita con gli amici.

Ricorda anche di inserire nelle tue giornate delle pause con cadenza regolare. Le pause, infatti, sono indispensabili per non appesantire troppo lo studio. Per favorire l’apprendimento puoi usare la tecnica delle flashcard.

Di cosa si tratta? Studia i singoli capitoli e al termine della giornata crea delle carte sui concetti studiati. Ogni carta conterrà domanda e relativa risposta. Una volta create le carte, mettile da parte e fai passare almeno 24 ore. Dopodiché, riprendile in mano e usale per capire se ricordi la risposta giusta.

Questa tecnica si basa sul concetto di curva dell’oblio, teorizzato dallo psicologo Hermann Ebbinghaus. Secondo la sua teoria, l’oblio è più marcato nelle prime ore di apprendimento e meno dopo un certo numero di ore. I nuovi dati appressi sono soggetti cioè prima a un indebolimento e poi diventano più tenaci. Ecco perché la ripetizione non dovrebbe avvenire subito, ma a distanza di un giorno in modo da far sedimentare meglio le informazioni.

Fare movimento ogni giorno

La tua routine studente dovrebbe sempre prevedere l’esercizio fisico. Uno studio dell’Università dell’Illinois ha dimostrato che i bimbi sportivi di età tra i 9 e i 10 anni hanno l’ippocampo (area del cervello dedicata alla memoria) più sviluppato dei bimbi non sportivi.

Bisognerebbe preferire discipline che non siano troppo faticose e che coinvolgano sia gli arti superiori che inferiori. Sono molto consigliati gli sport complessi, privi di movimenti automatizzati e ripetitivi e giocati in squadra, così da incentivare l’interazione con gli altri.

Dal punto di vista delle performance cognitive sono cioè da preferire sport come la pallavolo, il basket, il calcio, il rugby, la pallamano e la pallanuoto. Ottimi anche gli sport con confronto diretto contro un unico avversario come tennis, judo, karate o scherma. Meno consigliate le attività in solitaria come il nuoto o la corsa. Si tratta, infatti, di sport che favoriscono concentrazione e resistenza, ma non sono molto efficaci per potenziare le capacità cognitive.

Se vuoi ottenere ottimi risultati dall’attività sportiva, dovresti praticarla per almeno 3 volte a settimana. Il tuo stile di vita da studente dovrebbe includere sessioni sportive della durata di un’ora.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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