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Cercare lavoro nella gig economy: da dove cominciare

Come cercare lavoro nella gig economy? Ovviamente, la risposta è semplice: inizia dal web. I lavori saltuari su richiesta sono sempre più diffusi. Ti basti pensare che in Italia si è registrata una crescita costante degli occupati nei cosiddetti lavori accessori. Secondo i dati ISTAT, erano 100 mila prima del 2010, 215 mila nel 2011 e ben 800 mila nel 2016. Come vedi la crescita è stata costante per una serie di ragioni, prima tra tutte la flessibilità di questo tipo di impieghi.

Sei uno studente universitario e ti piacerebbe avere qualche entrata in più per contribuire alle spese? Allora, scopri insieme a noi come cercare lavoro nella gig economy.

Cercare lavoro nella gig economy: inizia dalle competenze e dal tempo disponibile

Il termine gig economy appartiene alla musica jazz. All’inizio del ‘900, infatti, i musicisti utilizzavano la parola gig in riferimento agli ingaggi di un’unica serata. Il termine poi è tornato in uso, diventando molto popolare, durante la campagna presidenziale di Hillary Clinton nel 2015.

Trattandosi di impieghi di durata variabile, devi fare il punto della tua situazione prima di cercare lavoro. Per evitare di perdere tempo poniti domande come:

  • quante ore a settimana posso dedicare al lavoro?
  • quali competenze specifiche possiedo su cui investire?
  • qual è la cifra che vorrei guadagnare?
  • quale lavoro saltuario mi consentirebbe di conciliare senza problemi studio e lavoro oppure studio e impegni familiari?
  • qual è il mio livello di flessibilità?

Quest’ultima domanda è molto importante. Per cercare lavoro nella gig economy, infatti, bisogna valutare il proprio grado di flessibilità con estrema onestà perché, nella maggior parte dei casi, si tratta di impieghi che richiedono proprio questa qualità.

Una volta chiariti tutti questi aspetti, inizia a guardarti intorno per individuare le figure più richieste. Se non fai questa piccola ricerca preliminare, rischi di essere costretto a investire molto tempo nel tentativo di capire se e come sono spendibili le tue capacità.

Solo dopo questo ulteriore passaggio, sei davvero pronto per intraprendere la strada giusta e cominciare a proporti. Ovviamente, controlla sempre il tuo curriculum in modo da verificare che tutte le informazioni siano aggiornate. In realtà, spesso, dovrai registrarti a delle piattaforme online che richiedono la creazione di un profilo personale con i tuoi dati e le tue competenze. Fai quindi attenzione a creare profili in linea con l’ambito in cui hai deciso di lavorare. Usa anche foto di buona qualità, così da apparire il più professionale possibile.

I lavori più gettonati: cosa fanno i gig worker?

Quali sono i lavori più ricercati? Autisti-driver e consegne a domicilio sono sicuramente i più popolari. Piattaforme come Uber, infatti, hanno consentito la diffusione su scala mondiale dei lavori saltuari. Se vuoi diventare un driver per Uber, per esempio, devi registrarti al sito ed essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • patente di guida
  • Certificato di Abilitazione Professionale (CAP)
  • iscrizione al ruolo
  • foto profilo

Per quanto riguarda il veicolo, invece, è necessario essere in possesso di assicurazione, libretto e autorizzazione comunale al noleggio con conducente. 

Un altro lavoro molto gettonato è quello del food runner. Come cercare lavoro nella gig economy? Digita online la ricerca annunci di lavoro food runner e ne troverai tantissimi. Potrai scegliere tra ristoranti e pizzerie oppure rivolgerti alle grandi piattaforme di delivery, tra cui Glovo, Foodora e Deliveroo.

Lavoro nella gig economy come baby sitter e ripetizioni

Un’altra occupazione molto gettonata è quella della baby sitter. Non tutte le famiglie necessitano di un aiuto costante. Se hai disponibilità per un fine settimana, 1/2 giorni a settimana o negli orari serali, la baby sitter potrebbe essere una soluzione.

Stesso discorso vale anche per le ripetizioni. Sei iscritto alla facoltà di lettere? Allora, lanciati nelle ripetizioni di italiano, storia e geografia. Frequenti scienze motorie? Nel tuo caso dedichi qualche ora a settimana a delle lezioni di personal trainer in presenza o postando dei video di allenamento da vendere online.

Cercare lavoro nella gig economy è diventato semplice grazie a diverse piattaforme digitali:

  • Le Cicogne – piattaforma per baby sitter
  • Superprof – piattaforma per ripetizioni 
  • Udemy – piattaforma per lezioni di qualsiasi genere. Se hai delle conoscenze specifiche, realizzi un corso, lo pubblichi e hai il controllo dei guadagni derivanti dall’acquisto delle tue lezioni da parte degli utenti 
  • TutorsLive – piattaforma per ripetizioni sia online che a domicilio
  • ClassGap – piattaforma per ripetizioni di lingue. Potresti tranquillamente dare ripetizioni di italiano come madrelingua

Lavoro per amanti degli animali

Adori cani e gatti e ti piacerebbe lavorare come pet sitter? Gli strumenti digitali ti aiutano a trovare uno o più cani/gatti da accudire. 

Rover, per esempio, è una piattaforma che ti consente di lavorare come pet sitter a domicilio, con turni diurni e serali. Un’altra piattaforma per il lavoro di pet sitter con cani e gatti è Petme, dove puoi creare il tuo profilo e proporti per le passeggiate e il servizio di pet sitter diurno o notturno. Se hai una casa grande o con giardino, è possibile anche il servizio di asilo. 

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Weekend a settembre in Italia: dove andare?

Hai qualche giorno di vacanza e stai cercando idee su dove passare un weekend a settembre in Italia? Le destinazioni non mancano di certo. La nostra penisola offre tante splendide mete tutto l’anno. Se sei un amante del mare, per esempio, non dovrai rinunciare a bagni e pomeriggi in spiaggia. Scopri insieme a noi dove andare e cosa vedere a settembre in Italia.

Weekend a settembre in Italia: le destinazioni marine

Ci sono regioni italiane che consentono di fare il bagno anche a settembre inoltrato. La Sicilia, per esempio, potrebbe essere una scelta ideale, visto che le temperature massime si aggirano sui 28 gradi.

Se vuoi abbinare mare e arte, la destinazione migliore è Palermo, dove la temperatura dell’acqua nel mese di settembre si aggira sui 25 gradi e potrai fare il bagno senza problemi. Visto che hai solo un weekend, puoi dedicare alla visita della città un giorno. Ti basta un itinerario semplice che includa:

  • Cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta, vale la pena visitarla anche per la notevole vista che si gode dalla cupola
  • Cappella Palatina o Palazzo dei Normanni, maestosa reggia con splendidi mosaici e un magnifico giardino. Dista solo 300 metri dalla Cattedrale.
  • Castello della Cuba in stile arabo-normanno, poco distante dal Palazzo dei Normanni
  • Mercato di Ballarò

Un’altra meta marina da tenere in considerazione è Cagliari, sempre con la formula arte e mare. A settembre, infatti, la temperatura media dell’acqua è pari a circa 24 gradi. 

Per scoprire la città ti basta passeggiare nel centro storico, vale a dire il Quartiere Castello, dove si trovano la maggior parte dei monumenti, dalle Torri di San Pancrazio e dell’Elefante alla Cattedrale di Santa Maria, raggiungibili attraverso le strette viuzze costeggiate dai palazzi signorili. Per goderti il mare, invece, devi fare un salto alle spiagge di sabbia bianca di Costa Rei, la cosiddetta costa dei colpevoli, così definita per via della vicina colonia penale di Castiadas.

Weekend romantici a settembre

Stai pensando di partire per un weekend a settembre in Italia e ti piacerebbe organizzare una fuga romantica con il tuo lui o la tua lei? La tua destinazione potrebbe essere il borgo medievale di Gradara, in provincia di Pesaro e Urbino. Il borgo e il suo castello, infatti, hanno fatto da cornice alla storia d’amore di Paolo e Francesca, resa eterna da Dante Alighieri.

La visita alla rocca ti immergerà in un’atmosfera molto romantica, la stessa che domina le vie del borgo. Potrai, inoltre, godere di una bellissima vista grazie ai camminamenti lungo le mura. Per visitare la cittadina ti basta un giorno. Questo significa che potrai dedicare la domenica a una passeggiata al mare. Cattolica e Gabicce Mare distano poco più di 5 chilometri da Gradara.

Qui di seguito, trovi un piccolo elenco di borghi romantici in cui trascorrere un weekend:

  • Monteriggioni – Siena
  • Ostuni – Brindisi
  • Sperlonga – Latina
  • Civita di Bagnoreggio – Viterbo
  • Gromo – Bergamo
  • Rocca Calascio – L’Aquila

Weekend romantico vicino a Imperia

Stai cercando un weekend a settembre in Italia non lontano da Imperia? Allora, mettiti in auto e prenota un albergo a Dolceacqua, a circa 50 chilometri di distanza da Imperia. Si tratta di un piccolo borgo davvero suggestivo. Il centro storico è caratterizzato dai classici carrugi genovesi, a cui si accede attraverso un piccolo ponte sul torrente Nervia. Il borgo colpì molto anche il grande pittore francese Monet, che nel 1884 realizzò un dipinto intitolato Le Château de Dolceacqua.

Il fulcro del borgo è il Castello dei Doria, oggetto di importanti lavori di ristrutturazione terminati nel 2018. Il castello, che domina il paese e il territorio circostante, ti  immergerà in pochi istanti in un’atmosfera da sogno.   

Weekend per amanti della montagna

La montagna è un’ottima meta per un weekend a settembre in Italia. La prima destinazione che ti proponiamo è Auronzo di Cadore, località veneta (provincia di Belluno) poco distante da Cortina e dal lago di Santa Caterina.

Se sei un vero appassionato di montagna, Auronzo ti renderà felice perché potrai metterti alla prova fisicamente affrontando le più belle vette delle Dolomiti, tra cui le tre cime di Lavaredo.

Tra l’altro una delle frazioni del borgo, Misurina, è denominata la perla delle Dolomiti. Nel tratto d’acqua antistante all’agglomerato di abitazioni, infatti, si specchiano proprio le maestose cime di Lavaredo.

Auronzo è la scelta ideale anche per ritemprarsi e affrontare meglio gli impegni invernali, dagli esami all’università fino alla ripresa del lavoro. È nota, infatti, per il suo particolare microclima e per l’aria pura e balsamica. Due giorni di passeggiate tra le montagne e il lago e ti sentirai come rimesso al mondo.

Sei un appassionato di itinerari d’alta quota? Devi assolutamente organizzare un weekend a La Thuile, borgo della Valle d’Aosta ai piedi del Monte Bianco. Dal paese partono diversi sentieri che si inerpicano sulle Alpi fino a ben 4 mila metri di altezza. Ci sono tantissime guide alpine locali in grado di accompagnarti lungo gli itinerari, che ti faranno scoprire le vette ricoperte da ghiacciai millenari.

Potrai, per esempio, prenotare l’escursione che ti porta fino al Lago Verney, nelle cui acque si riflettono le alpi circostanti. Un altro bellissimo percorso è quello che conduce al rifugio Deffeyes ai piedi del ghiacciaio del Rutor. Questa seconda escursione, inoltre, è caratterizzata dallo spettacolo naturalistico delle cascate del Rutor, le cui acque scendono a valle facendosi largo tra la roccia. Se poi ami le pedalate in mountain bike, hai l’opportunità di approfittare di numerosi itinerari caratterizzati da diversi livelli di difficoltà per un totale di 220 chilometri.

Vuoi scoprire altre possibili mete di montagna? Ecco a te, una piccola lista:

  • Breuil-Cervinia – Aosta
  • Predazzo – Trento
  • Livigno – Sondrio
  • Sestriere  e Bardonecchia – Torino
  • Santa Caterina Valfurva – Sondrio
  • Selva di Cadore – Belluno

Weekend in città d’arte

Un weekend a settembre in Italia deve tenere conto del grande patrimonio artistico nazionale. Città grandi come Firenze, Napoli, Roma o Venezia sono da evitare. Avendo solo un paio di giorni a disposizione, è bene puntare su cittadine più piccole. Meglio ancora se la meta è visitabile a piedi grazie a un centro storico a dimensione d’uomo. Per questo motivo ti proponiamo le seguenti mete. Si tratta di città da scoprire davvero in un paio di giorni:

  • Orvieto
  • Como
  • Lecco
  • Bergamo
  • Salerno
  • Lecce
  • Matera
  • Crotone
  • Trapani
  • Pisa
  • Lucca
  • Mantova
  • Ferrara
  • Urbino 
  • Perugia

Come vedi l’elenco è davvero lunghissimo. Sono tutte cittadine, tra l’altro, facilmente raggiungibili sia in treno che in auto. Ci sono poi alcune mete poco gettonate, che sono delle vere e proprie perle. Tra queste, per esempio, ti segnaliamo Ancona, città che favorisce sia le escursioni artistiche che quelle naturalistiche. Nel centro storico, infatti, merita una visita la Cattedrale di San Ciriaco, la Chiesa di Santa Maria e la bella Piazza del Plebiscito. Dopo aver dedicato un giorno alla visita della città, puoi anche dirigerti alle vicine Grotte di Frasassi, un tunnel di roccia che ti offre lo spettacolo di stalattiti e stalagmiti formatisi nel corso di milioni di anni. Le grotte distano da Ancona circa 60 chilometri.

Un’altra città da scoprire è Ascoli Piceno. Sarai sicuramente colpito dal cosiddetto salotto cittadino: Piazza del Popolo, con il Palazzo dei Capitani, la Chiesa di San Francesco e i palazzi rinascimentali con i portici e le logge. Una volta ad Ascoli, merita una sosta anche lo storico Caffè Merletti, a cui tavolini si sono seduti personaggi come Jean-Paul Sartre, Ernest Hemingway e Sandro Pertini.

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I 7 libri da leggere se studi sociologia

Stai cercando dei libri da leggere per studenti di sociologia? Ti proponiamo una selezione di 7 testi tra cui scegliere. La nostra selezione include romanzi sociologici, manuali e saggi. Avrai così la possibilità di scegliere il testo in base alle tue preferenze e al tempo a disposizione. Scopri insieme a noi la piccola selezione di libri perfetti per gli iscritti alla facoltà di sociologia.

Libri per studenti con poche conoscenze di sociologia

Ti sei appena iscritto o pensi di iscriverti alla facoltà di sociologia e ti piacerebbe leggere un testo introduttivo? Ti proponiamo un libro perfetto per i neofiti della materia. Si tratta di Il libro della sociologia. Grandi idee spiegate in modo semplice di Martina Dominici, pubblicato nel 2016 da Gribaudo.

Non farti spaventare dalle dimensioni. È vero il testo è lungo 352 pagine, ma è molto scorrevole ed è scritto in maniera diretta e facile da capire. L’autrice espone le idee di ben 80 sociologici tra i più noti in tutto il mondo. L’obiettivo è cercare di fornire una risposta a domande importanti come: quali sono gli effetti della globalizzazione? Cosa si intende per diversità e uguaglianza?

Il libro è vivacizzato anche da diagrammi e illustrazioni che rendono ancora più piacevole la lettura. Consigliato non solo a chi sta per intraprendere un percorso di approfondimento della materia, ma anche a chi ha già qualche conoscenza in campo sociologico.

I grandi classici di sociologia

Tra i libri da leggere per studenti di sociologia non può mancare un testo dell’importante sociologo Zygmunt Bauman, scomparso nel 2017. Ti proponiamo il suo La solitudine del cittadino globale, pubblicato nel 2000.

Bauman è considerato uno dei più importanti sociologi del secolo appena passato. Fuggito dalla sua Polonia dopo l’invasione nazista, è tornato a Varsavia dopo la guerra per laurearsi in sociologia. Ha insegnato a Londra, Tel Aviv e Leeds e ha coniato teoria come quella della società liquida.

Nel testo La solitudine del cittadino globale descrive lo spaesamento dell’uomo moderno di fronte alla nuova società, in cui è venuto meno il senso di comunità e i singoli sono attanagliati da una solitudine sempre più accentuata.

Il sociologo riflette cioè sul fenomeno della globalizzazione e delle sue conseguenze. Nel testo vengono affrontati temi come l’insicurezza esistenziale e l’incertezza riguardo il proprio destino e temi più politico-economici come il reddito minimo garantito e i pericoli della criminalità crescente.

Consigliato a chi è interessato a capire meglio la società moderna attraverso gli occhi di uno studioso tra i più stimati del 1900.

Romanzi sociologici

Se hai una preferenza per i romanzi, ti proponiamo un autore e un libro molto interessanti dal punto di vista sociologico. Si tratta di La fattoria degli animali di George Orwell. Il romanzo è allegorico e serve allo scrittore per mostrare come le rivoluzioni si trasformino spesso in regimi dittatoriali, tradendo così le ideologie che le hanno motivate. In particolare, la novella fa riferimento alla rivoluzione russa e alla nascita della dittatura staliniana, nei confronti della quale l’autore era molto critico.

Lo scrittore affida il ruolo di rivoluzionari ai maiali Snowball e Napoleon che guidano i loro simili, ispirati dalle idee del maiale 12enne Old Major. I maiali riescono a sconfiggere la controrivoluzione nella Battaglia del Chiuso delle vacche e impongono le loro idee comuniste. Gli altri padroni delle fattorie vicine non riconoscono l’Animal Farm alias l’Unione Sovietica e rappresentano il blocco occidentale costituito da Gran Bretagna, Francia e Germania nazista.

Se hai abbastanza tempo a disposizione, non dovresti fermarti solo a La fattoria degli animali. Sarebbe interessate, infatti, leggera anche 1984, altro famoso romanzo sociologico di Orwell.

Libri da leggere per studenti di sociologia con un interesse per la storia

Il quarto libro che ti proponiamo fa parte di una trilogia, scritta dallo storico israeliano Noah Harari. Abbiamo scelto per te il futuro e il libro Homo Deus. Breve storia del futuro.

Volendo potresti anche leggere gli altri due volumi che compongono la trilogia e avere così uno sguardo storico-sociologico più completo. Si tratta dei due testi: Sapiens. Da animali a dei. Breve storia dell’umanità (incentrato sul passato) e 21 lezioni per il XXI secolo (incentrato sulla contemporaneità).

In questo caso abbiamo scelto il futuro pensando a un lettore che si chiede cosa accadrà nei prossimi anni a venire. Il libro è molto interessante. Affronta, infatti, temi come la minaccia rappresentata dalla tecnologia e allude a una profezia futuristica secondo cui l’umanità sarà soggetta a una prossima sostituzione. Harari parla cioè di un futuro dominato da una sorta di super uomo o Homo Deus, dotato di capacità soprannaturali come, per esempio, la vita eterna.

Da leggere se ti interessa capire in quale direzione sta andando l’umanità.

L’immaginazione sociologica

Se vuoi intraprendere la carriera di sociologo, non puoi non aver letto e riletto L’immaginazione sociologica di Charles Wright Mills. Il libro è considerato ormai un classico. Pubblicato nel 1959, ha rivoluzionato il modo di fare sociologia, insegnando a lettori e studiosi a valutare il mondo liberi da tutti quei comportamenti capaci di influenzare valutazioni e analisi.
Non a caso Charles Wright Mills definisce in questo modo il concetto di immaginazione sociologica: “la capacità di riflettere su sé stessi liberi dalle abitudini familiari della vita quotidiana, al fine di guardare la realtà con occhi diversi”.

Libri per studenti appassionati di criminologia

Stai pensando di terminare gli studi e iscriverti a un master in criminologia per intraprendere la carriera di criminologo? Allora, tra i libri da leggere per studenti di sociologia quello perfetto per te é Il mestiere del criminologo. Il colloquio e la perizia di Guido Travaini e Isabella Merzagora.

Isabella Merzagora è la presidente della Società Italiana di Criminologia e professoressa di Criminologia all’Università degli studi di Milano. Guido Travaini, invece, è un professore di criminologia clinica.
Il libro è interessante perché approfondisce due fondamentali strumenti di lavoro del criminologo. Se sei indeciso sul tuo futuro professionale, questo testo ti consente di immergerti nell’attività criminologica e comprenderne appieno la modalità di svolgimento. I due autori, infatti, forniscono persino i riferimenti normativi e illustrano le modalità di svolgimento di colloqui e perizie con una serie di esempi pratici.

Un approfondimento sul pensiero sociologico

L’ultimo testo del nostro elenco di libri da leggere per studenti di sociologia è Il mondo in questione scritto dal sociologo italiano Paolo Jedlowski.

Si tratta del classico testo da tenere sempre sulla scrivania. Il mondo in questione, infatti, si può considerare come un’introduzione alle più importanti teorie sociologiche sviluppatesi nel corso dei secoli.

Paolo Jedlowski usa una scrittura molto semplice che rende facile la lettura e consente davvero di avere una infarinatura completa sulle principali teorie, che ovviamente vanno approfondite in caso di particolare interesse.

L’autore cita Alexis Tocqueville, Auguste Comte, Henri de Saint-Simon, Herbert Spencer, Émile Durkheim, George Simmel e Max Weber e arriva fino a Vilfredo Pareto e Antonio Gramsci. Il libro non tralascia neppure gli ultimi anni del ‘900. I capitoli finali, infatti, sono dedicati al pensiero sociologico sviluppatosi a partire dalla grande rivoluzione di costumi del 1968.

Lettura particolarmente consigliata durante i primi anni del percorso universitario, quando la conoscenza della materia non è ancora così approfondita. Ti farà scoprire anche pensatori a cui spesso viene concessa solo una posizione di secondo piano.

Allora, quale titolo ha suscitato la tua curiosità al punto da spingerti a leggerlo?

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5 cose da fare per aumentare le tue capacità decisionali

Ti stai chiedendo se è possibile aumentare le capacità decisionali? Probabilmente, ti senti bloccato tra due opzioni entrambe buone oppure entrambe poco positive. Decidere non è affatto semplice. Partire da questo presupposto dovrebbe servirti a vivere il processo decisionale con meno ansia. In molti casi, infatti, fare una scelta significa rinunciare a qualcosa o predisporsi ad affrontare un cambiamento profondo. È possibile, però, adottare delle strategie che rendono il percorso più semplice. Leggi i nostri suggerimenti per capire come essere più deciso.

1 – Allenati a prendere decisioni 

Il nostro primo consiglio per aumentare le capacità decisionali è semplicissimo: non avere paura di decidere.

Fare delle scelte è fondamentale per imparare a conoscerti, per allenare la consapevolezza di te e per affinare quell’intuito che ti consente di  capire cosa è meglio per te.

Non solo, mettere alla prova le tue capacità decisionali ti permette di sentirti potente e di rimanere vivo. La dottoressa Ellen Langer, autrice del libro Mindfulness la mente consapevole, ha dimostrato con una serie di esperimenti che decidere allunga la vita e aumenta il benessere.

Gli esperimenti hanno coinvolto un gruppo di anziani. La dottoressa ha cioè voluto testare il potere benefico del “prendere decisioni” su persone a cui viene tolto via via il potere decisionale. Gli anziani, infatti, sono vittima di una deresponsabilizzazione crescente. Ebbene, tutti i vecchietti coinvolti nella ricerca hanno confermato la sua teoria.

Paradossalmente, privarsi dell’opportunità di scegliere significa incappare nella sensazione di essere impotenti. Ogni volta, quindi, che ti ritrovi di fronte a un dilemma pensa a questo aspetto. Ti consentirà di affrontare meglio il processo decisionale perché più scegli e più impari a scegliere.

2 – Fai valutazioni razionali

Spesso, gli esseri umani non ragionano in maniera razionale. Poniamo che tu debba decidere del tuo futuro universitario. Di solito, si tende a compiere la scelta considerata più utile. Nel caso degli studi è abbastanza frequente pensare alle opportunità lavorative, vale a dire alla spendibilità occupazionale della facoltà. Sulla scia di questo pensiero, scegli d’istinto ingegneria elettronica. Non è detto che non sia la facoltà giusta, ma prima di iscriverti devi prendere in considerazione una serie di fattori. Per aumentare cioè le capacità decisionali bisogna sempre:

  • individuare più opzioni possibili
  • valutare tutte le alternative esistenti stilando un elenco di pro e di contro

Nel caso, per esempio, degli studi universitari, devi tenere in considerazione anche altre facoltà affini ai tuoi interessi, la necessità o meno di completare con una laurea magistrale, i costi, la vicinanza dell’ateneo, la formazione in sede o la formazione e-learning e così via.

3 – Definisci gli obiettivi

Per capire come essere più deciso devi stabilire in anticipo di tuoi obiettivi. Procedere alla cieca è il modo migliore per fare scelte sbagliate e perdere la fiducia in sé stessi. Prima di valutare le opzioni disponibili, fermati sempre un attimo a riflettere e poniti la domanda: cosa voglio ottenere? Qual è il mio scopo?

In questo modo risulta più facile scartare tutte quelle opportunità che ti allontanano dal tuo obiettivo. Per fissarlo meglio puoi anche scriverlo nero su bianco. Il processo di scrittura, infatti, ti aiuta a fare chiarezza.

4 – Aumentare le capacità decisionali scomponendo e analizzando

Ogni decisione porta con sé sia conseguenze positive che problemi. Per aumentare le capacità decisionali devi allenarti a visualizzarli ed elencarli in anticipo. Per ciascuna delle opzioni di scelta a tua disposizione dovresti cioè:

  • elencare conseguenze positive e possibili problemi
  • definire l’impatto delle conseguenze/problemi
  • pensare alle possibili soluzioni

Immagina di essere uno studente che ha appena concluso la triennale in sociologia. Potresti cimentarti subito nel mondo del lavoro oppure proseguire con gli studi.

Scelta del lavoro

problemi/conseguenze positive

  • riduzione dell’età del primo impiego
  • maggiore possibilità di cumulare esperienza
  • impossibilità di insegnare per cui è necessaria la laurea magistrale
  • niente lavoro nella pubblica amministrazione. Per sostenere i concorsi bisogna essere in possesso della magistrale

impatto problemi/conseguenze

  • riduzione del ventaglio di opportunità lavorative
  • processo di collocazione professionale più lungo nel tempo

Scelta prosecuzione studi

problemi/conseguenze

  • maggiore specializzazione
  • prolungamento dello status di studente

impatto problemi/conseguenze

  • collocazione professionale più soddisfacente
  • maggiore possibilità di scegliere il proprio percorso professionale
  • aumento dei costi da destinare allo studio

Come vedi da una prima analisi ti sarà più semplice scegliere tra le due opportunità. Se poi aggiungi anche le eventuali soluzioni ai problemi emersi, prenderai la tua decisione senza ansie e patemi d’animo. 

5 – Monitora l’impatto delle decisioni prese

Non c’è niente di meglio per aumentare le capacità decisionali del monitoraggio delle decisioni prese. Ogni volta cioè che compi una scelta dovresti tenere un piccolo bilancio. Tiri le somme per giudicare quanto sei stato bravo nello scegliere un’opportunità al posto di un’altra. Il bilancio non sarà sempre positivo. Ma è importante analizzare anche gli errori e capire perché hai sbagliato. In questo modo sarai più preparato di fronte ai futuri bivi e tenderai a non ripetere più gli errori già commessi.

Allora, alla prima occasione utile seguirai i nostri consigli?

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Come scrivere una tesi magistrale in scienze motorie?

Sei arrivato quasi alla fine del tuo percorso di studi e vuoi capire come scrivere una tesi magistrale in scienze motorie? La prima cosa da fare è stabilire il tipo di lavoro che vuoi fare. Come saprai, infatti, puoi scegliere tra tesi compilativa e sperimentale. Esiste anche una terza tipologia che è una sorta di via di mezzo tra le due. Si tratta della tesi esperienziale, che consiste in un’analisi della letteratura esistente su un dato argomento, con la conseguente messa in pratica dei concetti contenuti nella bibliografia prescelta. Di solito, queste tesi sono incentrate sulle match analysis o sulla biomeccanica allo scopo di modellizzare  un metodo di lavoro adottato in un determinato settore sportivo. 

Ovviamente, la scelta della tipologia di tesi va di pari passo con la selezione dell’argomento. Per saperne di più leggi la guida qui sotto.

Tesi in scienze motorie: come scegliere l’argomento

L’unico consiglio sull’argomento è il seguente: scegli qualcosa che ti appassiona. Scrivere una tesi magistrale in scienze motorie su un tema poco interessante complicherà il lavoro. Sarai meno entusiasta e motivato e vivrai con più ansia tutto il processo di elaborazione.

Tieni presente, inoltre, che il tuo obiettivo è dedicare alla parte finale del tuo percorso il tempo giusto. Sarebbe meglio evitare cioè di perdere giorni preziosi proponendo argomenti poco interessanti, che finiscono per incontrare la scarsa attenzione dei docenti. Ci sono argomenti che meritano di essere scandagliati, altri già ampiamente approfonditi e altri ancora che necessitano di conoscenze e mezzi superiori a quelli di uno studente. In linea di massima, il consiglio è di non sottovalutarti ma neanche di sopravvalutarti.

Se hai scelto la tesi compilativa, procedi in questo modo:

  • verifica la bibliografia esistente
  • controlla la reperibilità di testi e articoli
  • valuta il professore a cui rivolgerti. Scegli in base all’interesse della cattedra per quel dato argomento

Se hai scelto la tesi sperimentale, invece, questi sono i passi da seguire:

  • individua l’ipotesi di lavoro
  • chiarisci lo scopo della ricerca, vale a dire la tesi verrà costruita per negare o affermare l’ipotesi iniziale?
  • pensa al campione di soggetti da coinvolgere nella sperimentazione
  • verifica la disponibilità di strumenti per eseguire i test di sperimentazione

Piccolo approfondimento sulla tesi sperimentale in scienze motorie

Il primo passo per scrivere una tesi magistrale in scienze motorie di tipo sperimentale consiste nell’individuare il campione di studio, a cui devi fornire un documento per il consenso informato.

Dopodiché, stabilisci il tuo metodo di studio, vale dire scegli i test da effettuare per acquisire i dati di ingresso sul campione in base allo scopo della tesi. Conclusa questa fase, suddividi il campione in gruppi a seconda del numero di metodi sperimentali da testare.

A ogni gruppo fornisci un protocollo di sperimentazione, incluso il gruppo di controllo che svolge i test e serve come confronto per capire ciò che accade nei gruppi sperimentali. Non appena la sperimentazione è terminata, procedi all’analisi dei dati tramite delle procedure statistiche.

Tutto questo lavoro costituisce il corpo centrale della tua tesi. Doppodiché, passi al commento dei dati raccolti, che metterai a paragone con la letteratura già esistente sull’argomento, in modo da confutare o smentire l’ipotesi di partenza della tesi. Quando avrai finito la stesura di questa parte, puoi scrivere le conclusioni in cui riassumi lo studio e i risultati ottenuti.

Indicazioni per la stesura della tesi magistrale

Per la tesi magistrale è necessario attenersi a una lunghezza compresa tra le 80 e le 150 pagine. Per pagina si intende il foglio fronte e retro, stampato da entrambi i lati. Si tratta di un lavoro decisamente più lungo di quello triennale. Per la tesi triennale in scienze motorie, infatti, si parla di circa 25 pagine. Nella stesura dovrai seguire la seguente struttura:

  • Indice
  • Introduzione
  • Capitoli
  • Conclusioni
  • Bibliografia

Suggerimenti per la bibliografia della tesi

Una buona bibliografia è fondamentale per realizzare un buon lavoro. Nel caso di una tesi magistrale in scienze motorie devi fare riferimento prima di tutto a libri e manuali. Può esserti utile il sito del Servizio Bibliotecario Nazionale, in cui puoi verificare la tua lista di testi di riferimento.

Non bisogna, però, soffermarsi solo ai libri:

  • riviste di divulgazione tecnico-scientifica i cui articoli devono soddisfare determinati parametri per essere pubblicati (Scienza e Sport, Scuola dello Sport – Rivista di cultura sportiva e così via)
  • riviste scientifiche internazionali. Si tratta di materiale in inglese oppure di materiale in inglese e nella lingua di origine degli autori. Per aiutarti nella ricerca degli articoli hai a disposizione diversi database scientifici online, come PubMed, Science Direct e Sport Discus

Ma come capire se la rivista che hai scelto è di valore? Devi verificare l’IF (Impact Factor). Un IF alto sta a indicare una rivista citata spesso, a cui la comunità scientifica internazionale attribuisce un certa serietà. Se l’articolo prescelto è stato pubblicato da una rivista con IF alto, allora puoi considerarlo adatto a entrare a far parte della bibliografia di una tesi di laurea.

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I 7 hobby che migliorano la tua concentrazione

Sei alla ricerca di hobby che migliorano la concentrazione? Se fai fatica a studiare e a preparare gli esami, prova a coltivare degli interessi extra universitari. Gli hobby possono essere un aiuto divertente ed efficace per superare un momento di difficoltà.

In fondo non ti costa nulla sperimentare. Al contrario ti dedichi a qualcosa che ti piace e allo stesso tempo ottieni un risultato importante. Qui sotto, trovi la nostra selezione di hobby che allenano la mente.

Hobby pro concentrazione: il sudoku e parole crociate

Il primo degli hobby che migliorano la concentrazione è il sudoku. Secondo una ricerca, il nostro cervello si mantiene giovane grazie a tutte quelle attività che implicano l’uso di memoria, ragionamento e logica.

Per questo motivo dedicarsi al sudoku e alle parole crociate è una vera e propria manna per la mente. Negli anni è stato dimostrato che il cervello è plastico. Questo significa che maggiore è la stimolazione e maggiore sarà la capacità di potenziare le facoltà intellettive nel tempo.

Non è un caso che il sudoku venga consigliato alle persone che si ritrovano in momenti difficili, dal punto di vista sia mentale che fisico.  Grazie a questo gioco cresce la capacità di focalizzare l’attenzione e di combattere la pigrizia mentale. A essere stimolato è soprattutto il lobo temporale sinistro, elemento che lo rende un gioco molto adatto a chi deve prendere decisioni e risolvere problemi.

Non sei molto bravo con i numeri? Allora, il gioco enigmistico perfetto per te è il classico “Trova le differenze”. Per risolverlo, infatti, devi concentrarti molto e ricordare la prima vignetta mentre guardi la seconda. Ecco, perché è un giochino perfetto per gli studenti, in quanto sviluppa la memoria visiva ed è di grande aiuto per migliorare la memorizzazione.

Sport: tra i migliori hobby che migliorano la concentrazione

Gli antichi dicevano Mens sana in corpore sano e avevano ragione. Fare sport in maniera costante aiuta a tenere alti i livelli di BDNF – fattore neurotrofico cerebrale. Si tratta di un fattore di crescita che è fondamentale per l’apprendimento e la memoria a lungo termine. Per intenderci meglio potremmo paragonarlo a una sorta di fertilizzante del cervello.

Diverse ricerche hanno dimostrato, infatti, che lo sport migliora la capacità di concentrazione perché aiuta a isolarsi da tutti i possibili elementi di distrazione. Se ci pensi, uno sportivo è capace di rimanere concentrato nonostante il pubblico, gli allenatori, i commentatori, gli avversari e così via.

Ma quali sono le attività più adatte a stimolare la concentrazione? I più consigliati sono gli sport all’aria aperta e le attività di tipo aerobico:

  • corsa
  • ciclismo
  • camminata

Resta concentrato con lo yoga

Lo yoga è concentrazione. Durante le sedute, devi liberare la mente e focalizzarti solo su te stesso. Da questo punto di vista, lo yoga è paragonabile allo sport perché aiuta a rimanere concentrati, nonostante le distrazioni provenienti dall’ambiente esterno.

Il principale obiettivo di questa disciplina, infatti, è riconnettere ciascun individuo con il suo io più profondo in modo da favorire la presenza nel cosiddetto qui e ora. La meditazione e le posizioni che coinvolgono mente e corpo sono ottime per alleviare le tensioni, riportare la mente a uno stato di calma e allontanare stress e ansia. Una persona che si trova nella condizione appena descritta è senza dubbio una persona capace di aprire un libro per preparare un esame universitario ed essere assolutamente super concentrata. Coltiva l’hobby dello yoga e noterai subito i tanti benefici nel tuo studio quotidiano.

Hobby che aiutano a concentrarsi: suonare

La musica e il canto sono due hobby che hanno tanti effetti positivi. Favoriscono, infatti, il miglioramento dell’umore, la riduzione del rischio di depressione e l’aumento della socialità. Non solo, vanno inseriti a pieno titolo anche nella nostra classifica degli hobby che migliorano la concentrazione.

In particolare, suonare uno strumento musicale porta i seguenti benefici:

  • allena il cervello e potenzia la capacità di concentrazione
  • riduce lo stress e aiuta a distrarsi dalla routine quotidiana
  • permette di fissare degli obiettivi (imparare una nuova canzone) e di migliorare la propria autostima
  • favorisce la sana canalizzazione delle emozioni

Impara a concentrarti con i mandala

Colorare è un’attività che fa bene ai bambini e agli adulti e persino Carl Jung consigliava ai pazienti di armarsi di pastelli nel loro tempo libero. Colorare, infatti, rientra nelle attività che aiutano a staccare la spina dalla quotidianità e ad allontanare da sé tutte le preoccupazioni.

Colorare, inoltre, ti insegna a eliminare le distrazioni e a restare concentrato fino a quando non hai portato a termine il tuo compito. Ottieni così un duplice risultato: ti rilassi e stimoli la creatività e la concentrazione.

Se non sai da dove iniziare, compra i classici libri da colorare con i mandala. Non hai la più pallida idea di cosa siano? La parola mandala deriva dal sanscrito e significa cerchio. In poche parole, si tratta di cerchi al cui interno sono raffigurati una serie di elementi geometrici ripetitivi, che ti aiuteranno ancora di più a restare concentrato.

Nel caso tu sappia già disegnare o dipingere, continua pure a coltivare questi hobby. Sia il disegno che la pittura, infatti, sono molto positivi per la concentrazione, perché stimolano entrambi gli emisferi cerebrali, vale a dire il destro collegato alla creatività e il sinistro collegato a razionalità e logica.

Hobby per rimanere concentrati: leggere

Ti piace leggere romanzi, gialli o thriller? Cerca di ritagliarti un po’ di tempo da dedicare alla lettura. Tra gli hobby che migliorano la concentrazione questo andrebbe messo, forse, al primo posto. La lettura, infatti, tiene allenato il cervello e ti aiuta a potenziare le capacità di concentrazione. Non a caso, molti psicoterapeuti adottano la cosiddetta biblioterapia. Sviluppano cioè dei percorsi terapeutici che includono anche la lettura di una lista di libri, prescritti ai propri pazienti quasi come se fossero delle medicine per la mente.

Non importa cosa leggi. Non ci sono cioè testi più consigliati rispetto ad altri per raggiungere l’obiettivo di una maggiore capacità di concentrazione. Trattandosi di un hobby devi mettere il piacere al primo posto. Scegli, quindi, libri che appartengono al tuo genere letterario preferito, dal fantasy ai romanzi storici passando per i romanzi rosa e le biografie di personaggi celebri.

Concentrati con i puzzle

I puzzle sono un vero toccasana per migliorare giorno dopo giorno la tua concentrazione. Dopo averlo scelto come hobby, infatti, sperimenterai una minore difficoltà nell’approcciarti allo studio e alla preparazione dei tuoi esami universitari.

In realtà, i puzzle hanno anche un’altra funzione: stimolano la creatività e consentono il cosiddetto colpo di genio. Sarà capitato anche a te di perdere un sacco di tempo alla ricerca di una tessera. Poi nel momento in cui stai per rinunciare, arriva l’intuizione che sblocca tutto e ti permette di incastrare tessere una dopo l’altra. E proprio questo meccanismo che ti consente di allenare la perseveranza, importante per raggiungere un obiettivo come la laurea.

Per avere questo effetto positivo, però, devi scegliere puzzle con una difficoltà medio-alta. Sono consigliati cioè puzzle da 1000 pezzi, che ti daranno davvero una grande soddisfazione al momento del completamento.

Se non ami particolarmente i puzzle, puoi anche virare sui classici mattoncini da incastrare. Questi ultimi, infatti, sono consigliati anche durante l’infanzia perché sono un ottimo strumento per imparare a rimanere concentrati e a essere tenaci e costanti.

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Sei alla ricerca di recensioni Unicusano? Leggere le opinioni di studenti ed ex studenti è un ottimo modo per farsi un’idea su aspetti come i corsi, i docenti, il funzionamento della piattaforma e-learning e non solo.

In fondo, spulci i feedback degli utenti quanto prenoti un albergo, compri un cellulare, riservi un tavolo a ristorante e così via. Ormai sei abituato a interpretare le opinioni degli altri e a dargli il giusto peso nella formulazione delle tue scelte. E allora, prova a scoprire i giudizi degli studenti sull’Università Nicolò Cusano.

Recensioni Unicusano: qualche info sui corsi e le lauree

Se hai cercato informazioni su Unicusano, stai pensando di scegliere la modalità universitaria telematica. Avrai, quindi, un’infarinatura sul funzionamento. Per fugare eventuali dubbi, ti forniamo un piccolo approfondimento.

Le lezioni sono disponibili in formato video sulla piattaforma e-learning, insieme a materiali di studio ed esercitazioni. Potrai scegliere tra lauree triennali e magistrali appartenenti a diverse aree tematiche, da quella giuridica a quella economica, da quella ingegneristica a quella psicologica.

L’università organizza anche master post universitari di I e II livello, accessibili rispettivamente a laureati in possesso del titolo triennale e di quello magistrale.

Sei dubbioso sulla validità della laurea? Unicusano è ufficialmente riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), grazie al decreto legislativo del 17 aprile del 2003. Questo significa che puoi partecipare alle selezioni pubbliche, dai concorsi per la scuola a quelli per le forze armate. La laurea Unicusano, infatti, ha la stessa validità delle lauree conseguite in atenei pubblici e privati non telematici.

Recensioni Unicusano Imperia

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Feedback Unicusano: la modalità e-learning funziona?

Hai cercato le recensioni Unicusano perché hai qualche dubbio sulla formazione a distanza. È normale nutrire qualche perplessità. In fondo, la scuola ti ha abituato alle lezioni frontali dalle elementari alle superiori. Forse, ti poni quesiti del tipo: riuscirò a rimanere concentrato? Come faccio se non ho capito un passaggio? La piattaforma sarà semplice da usare?

L’analisi dei feedback di studenti ed ex studenti ha rivelato che la maggior parte considera la piattaforma intuitiva e facile da usare e apprezza la modalità telematica per la possibilità di ascoltare e riascoltare i passaggi critici delle lezioni:

La piattaforma è fruibile 24/24 ore, le lezioni si possono ascoltare un numero illimitato di volte.

 

Materiale chiaro e da subito disponibile, le video lezioni fondamentali per una maggiore comprensione.

Recensioni Unicusano: si riesce a conciliare studio e lavoro?

L’Università Nicolò Cusano è nata con l’obiettivo di favorire il conseguimento di un titolo universitario anche ai lavoratori. La modalità telematica, infatti, consente di evitare i tempi morti per raggiungere l’ateneo e seguire le lezioni. Non solo, gli iteri burocratici sono stati snelliti ed è stata organizzata un’efficiente assistenza agli studenti tramite il servizio di tutor.

Questo significa che puoi studiare quando e dove vuoi e non perdi tempo alla ricerca di un aiuto per risolvere problemi e dubbi. Studenti ed ex studenti sottolineano proprio come siano riusciti a studiare e lavorare allo stesso tempo e come abbiano trovato utile l’assistenza dei tutor:

Molto agevolante dal punto di vista lavorativo e soprattutto per i vari impegni che spuntano di giorno in giorno.

 

… se non si capisce qualcosa il tutor risponde sia via mail che via videoconferenza all’istante.

Recensioni Unicusano: i professori sono competenti?

La questione della competenza dei professori delle università telematiche è una delle più frequenti nelle community e nelle chat online, e non solo. Purtroppo, i docenti sono vittime di un luogo comune. Molti credono cioè che siano meno illustri e preparati di quelli che insegnano nelle università statali.

Unicusano sfata questa falsa credenza pubblicando online i curriculum dei suoi professori. Nutri anche tu qualche dubbio? Controlla il piano di studi del tuo corso, clicca sui singoli esami e si apre una pagina con il nome del docente e il link al suo curriculum, con i titoli di studio, le pubblicazioni e il lavoro accademico. Da questo punto di vista sono importanti anche le recensioni Unicusano. Gli studenti, infatti, sottolineano la competenza e la disponibilità dei docenti:

Tutti i professori sono dei seri professionisti, operano come ricercatori e i loro lavori sono sotto gli occhi di chiunque.

 

I prof. disponibili negli innumerevoli incontri online che mettono a disposizione ogni settimana.

Feedback sul rapporto università-lavoro

Temi di intraprendere un percorso di studio che non ti aiuta a trovare lavoro? Da sempre Unicusano è molto sensibile a questa problematica. Ha messo a punto, infatti, dei corsi job oriented e ha istituito la formula “Stage & Job Opportunities”. L’università cioè dialoga con il mondo del lavoro e ti consente di avere un primo approccio già durante gli studi, grazie agli stage nelle realtà produttive locali.

Le recensioni Unicusano degli studenti esprimono soddisfazione da questo punto vista, sottolineando l’adeguamento della formazione alle evoluzioni de mercato del lavoro. I feedback degli studenti hanno cioè consolidato l’orientamento dell’università, il cui sforzo nel colmare il gap università-lavoro si rinnova a ogni nuovo anno accademico.

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Come diventare spin doctor: studi e possibilità

La politica ti appassiona e vuoi capire come diventare spin doctor? Sei nel posto giusto. Questa figura non è nuova nel panorama professionale italiano, ma ha raggiunto un maggiore inquadramento soprattutto negli ultimi anni. 

Lo spin doctor è un esperto di comunicazione politica, il cui compito è curare l’immagine pubblica di uomini politici e/o di interi partiti. Vuoi saperne di più? Leggi la nostra guida e scopri tutto quello che c’è da sapere su questa interessante figura professionale.

Spin doctor: chi è

Prima di capire come diventare spin doctor, ti proponiamo un piccolo approfondimento sulle sue mansioni. Questo professionista ha sì il compito di curare l’immagine dei politici ma con uno scopo ben specifico: attirare e mantenere stabile/far crescere il consenso elettorale. Si tratta, infatti, di un esperto di comunicazione e personal branding.

La definizione spin doctor è stata coniata all’inizio degli anni Ottanta, prendendo in prestito due termini che appartengono al gergo del baseball e del cricket. La parola spin fa riferimento a un movimento rotatorio che consente ai giocatori di mettere a segno la palla. Doctor, invece, si usa nell’accezione di “esperto di”. I due termini insieme indicano una persona esperta nel mettere a segno la palla. Nel caso dello spin doctor la specializzazione riguarda la capacità di “fare andare a segno” il politico per cui lavora.

Spin doctor: cosa fa?

Nello specifico uno spin doctor si occupa di:

  • costruire l’immagine del politico
  • comunicare strategicamente l’immagine prescelta. Collabora cioè con il portavoce, gli addetti stampa e i social manager per far sì che tutti i contenuti prodotti siano in linea con l’immagine del politico. Non solo, controlla che i contenuti siano rispondenti all’elettore di riferimento e al canale su cui vengono immessi
  • gestisce le dichiarazioni pubbliche per rispettare la coerenza con l’immagine predefinita. In caso di dichiarazioni controverse adatta il messaggio in modo da non provocare dissenso nell’elettorato di riferimento
  • organizza piccoli eventi per rafforzare l’immagine del politico
  • gestisce tutti quegli imprevisti di varia natura che rischiano di macchiare l’immagine del politico (crisis management)
  • si occupa di news management

Quest’ultima competenza è molto importante. Per news management si intende l’attività di gestione delle notizie che ruotano intorno ai politici. Non solo, un buon spin doctor è in grado di inserirsi nel flusso di notizie quotidiane, di selezionare le news/argomenti che attirano di più l’opinione pubblica e di far intervenire il suo assistito.

Diventare spin doctor: il percorso di studi

Come puoi capire dalla descrizione qui sopra, le competenze da possedere sono davvero notevoli. Iniziamo dal principio. Come diventare spin doctor? Seguendo il giusto percorso di studi universitari. Non ci sono delle facoltà specifiche che preparano a intraprendere questa carriera. Ci sono, però, delle facoltà che forniscono il giusto bagaglio di conoscenze:

Per il tipo di lavoro sui contenuti (articoli, notizie, comunicati stampa) è consigliata anche la laurea in lettere e in scienze umanistiche. Se opti per questi percorsi in materie letterarie, sarebbe bene integrare le tue conoscenze con un master specifico.

Responsabili comunicazione e addetti stampa: l’anticamera degli spin doctor

In Italia non esiste un percorso di studi ad hoc in consulenza e comunicazione politica. Questo è ormai assodato. Allora, come diventare spin doctor? Seguire il percorso per lavorare come addetto stampa o responsabile della comunicazione è un’ottima alternativa per maturare esperienza.

Entrambe le professioni hanno delle mansioni in comune con lo spin doctor. Non solo, i due ruoli consentono anche di gravitare nello stesso mondo. Un addetto stampa o un responsabile della comunicazione sono a contatto ogni giorno con giornalisti, social media manager ed elettori, vale a dire le stesse persone con cui deve relazionarsi lo spin doctor.

Si tratta cioè di una prassi che consente di fare esperienza e di acquisire le competenze necessarie per fare il salto e occuparsi di comunicazione politica.

Qualità richieste a uno spin doctor

Non puoi capire come diventare spin doctor se non verifichi le qualità necessarie per ricoprire questo ruolo. Una professione non è fatta solo di competenze tecniche o di passione. Sono necessarie anche tutta una serie di attitudini personali. Prima di intraprendere un percorso, che in questo caso è abbastanza in salita, devi verificare se hai tutte le carte in regola.

Un bravo spin doctor dovrebbe avere le seguenti caratteristiche personali:

  • forte autocontrollo
  • buona capacità di gestire lo stress
  • capacità di lavorare in team e di collaborare con gli altri membri dello staff al raggiungimento di un obiettivo comune
  • creatività, intesa come attitudine a trovare soluzioni per la risoluzione di crisi/problemi
  • flessibilità e adattabilità
  • orientamento al cambiamento
  • capacità di tessere un’ampia rete di relazioni personali

I primi passi per diventare spin doctor

Come cominciare a metterti alla prova? Inizia con le campagne elettorali. Lo spin doctor ha un ruolo fondamentale durante le elezioni, soprattutto di quei candidati che si affacciano per la prima volta nell’arena politica. 

Puoi iniziare seguendo le campagna per le amministrative locali. Scegli i piccoli comuni o le circoscrizioni delle città, meglio ancora se sei del posto. In questo modo sarà più semplice muovere i primi passi e fare esperienza. Comincerai anche a venire a contatto con il mondo politico e a farti conoscere. Se i tuoi servizi saranno graditi al politico di cui ti sei occupato, potresti trasformare una collaborazione senza remunerazione in un lavoro vero e proprio.

Un’altra strada percorribile per iniziare sono gli staff dei partiti politici. Dopo aver mosso i primi passi, puoi presentarti a un’agenzia specializzata in comunicazione politica con il grande vantaggio di avere un’esperienza nel curriculum, e eventualmente una rubrica di contatti utili per svolgere la tua professione.

Dipendente o libero professionista?

Uno spin doctor ha davanti a sé due strade percorribili dal punto di vista lavorativo: il dipendente o il libero professionista.

Come dipendente è possibile lavorare per agenzie di comunicazione, agenzie di marketing politico, agenzie di pubbliche relazioni e agenzie stampa. La carriera da libero professionista, invece, è percorribile dopo che ti sei fatto le ossa. Iniziare da indipendente è più complesso e richiede molto più tempo e fatica.

Dopo aver lavorato nello staff di un’agenzia per un po’ di tempo, invece, puoi pensare di metterti in proprio e scegliere il politico con cui lavorare. In Italia, ci sono diversi spin doctor che hanno conquistato la ribalta, soprattutto negli ultimi anni.

Puoi capire come diventare spin doctor approfondendo le bio di questi professionisti:

  • Luca Morisi
  • Pietro Dettori
  • Filippo Sensi
  • Jim Messina
  • Alastair Campbell e Peter Mandelson (spin doctor di Tony Blair)
  • David Axelrod e Julius Van de Laar (spin doctor di Barack Obama)

Libri di comunicazione politica

L’ultimo paragrafo della nostra guida è dedicato ai libri. Ti suggeriamo una lista di testi da leggere per cominciare a capire il mondo degli spin doctor:

  • La comunicazione politica di Michele Sorice – l’autore spiega in maniera semplice i temi più importanti della comunicazione politica, soffermandosi sulla figura dello spin doctor e sul marketing elettorale
  • Il nuovo marketing politico di Marco Cacciotto – il libro analizza le fasi strategiche del marketing politico, dalla costruzione delle campagne al ruolo delle emozioni nelle scelte politiche fino all’impatto delle nuove tecnologie
  • Presidente da vendere di Jacques Séguéla – libro-intervista firmato dal pubblicitario famoso per aver organizzato la campagna che ha portato François Mitterrand all’Eliseo nel 1981
  • La mente politica. Il ruolo delle emozioni nel destino di una nazione di Drew Westen

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Come scegliere gli argomenti per la tesi di laurea in comunicazione?

Hai quasi finito gli esami e stai pensando agli argomenti per la tesi di laurea in comunicazione? Il primo consiglio è il seguente: scegli un tema che ti appassiona. La tesi è davvero l’ultimo scoglio prima della laurea e allora perché complicarsi la vita con qualcosa di ostico? Se l’argomento ti interessa, la stesura della tesi risulterà sicuramente più piacevole e meno stressante. Per aiutarti a selezionare il tema giusto ti proponiamo una piccola guida con una serie di consigli utili.

Proporre un argomento o scegliere quello indicato dal professore?

Devi iniziare a pensare alla tesi e non sai da che parte cominciare? Come sai, puoi proporre tu stesso un argomento oppure sceglierne uno tra quelli proposti dal professore.

Se hai già un progetto, sei molto ferrato su un argomento specifico e hai già letto molto materiale, ti conviene prendere un appuntamento con il professore e parlargli del tuo progetto.

Poniamo che tu sia un grande appassionato di serie TV e abbia passato intere nottate a guardare stagioni su stagioni. In questo caso, per esempio, sarebbe un’ottima idea incentrare la tua tesi sul fenomeno delle serie TV, sul linguaggio dei nuovi media, sulla modalità in cui le serie vengono comunicate sui canali social e così via. Ti basta andare dal professore di sociologia dei nuovi media e proporgli il tuo argomento.

Non hai argomenti per la tesi di laurea in comunicazione? Allora affidati a quelli proposti. In questo caso ti conviene scegliere la materia in cui hai ottenuto i voti migliori e sei più preparato. Fermati anche un attimo a riflettere sul professore. È sempre molto impegnato e dedica poco tempo al ricevimento studenti?  È sbrigativo e non segue abbastanza i laureandi? È conosciuto come un docente eccessivamente pignolo al punto da far perdere tanto tempo ai suoi studenti? Se il professore della tua materia preferita ha queste caratteristiche, sarebbe meglio evitare di rivolgersi a lui. Rischi, infatti, di prolungare troppo i tempi per la stesura della tua tesi.

Tesi comunicazione: qualche possibile argomento

Vorresti proporre tu stesso la tesi ma non sai da dove cominciare? Ti suggeriamo una piccola lista di argomenti per la tesi di laurea in comunicazione da cui puoi prendere spunto.

Comunicazione sociale

  • comunicazione sociale e nuove pratiche di solidarietà (donazione, consumo equo e solidale, G.A.S.)
  • politiche e strategie di comunicazione del non profit
  • la pianificazione della comunicazione nelle organizzazioni profit/no profit
  • fundraising e comunicazione sociale: analisi di casi
  • il volontariato nell’era digitale: l’impatto del web sulla comunicazione sociale

Digitale e social

  • gestione dell’informazione negli ambienti digitali
  • la fruizione digitale delle informazioni tra i giovani
  • nuove forme di narrazione digitale
  • libertà di informazione e internet
  • social media marketing e brand di moda: analisi di casi
  • giovani e adulti sui social: generazioni a confronto
  • immagine della donna sul web: analisi di casi
  • blogger e microblogger: l’evoluzione degli opinion leader

Marketing e comunicazione aziendale

  • marketing strategico applicato al settore profit o a quello no profit
  • analisi del potere delle comunità virtuali
  • l’organizzazione di eventi come strumento di comunicazione aziendale
  • business writing e comunicazione aziendale
  • costruzione della corporate identity: analisi di uno o più casi
  • l’uso degli anglicismi nei siti web di aziende italiane oppure nella pubblicità italiana con analisi di casi
  • marketing e comunicazione in tempo reale

Comunicazione pubblica e politica

  • semplificazione del linguaggio nella comunicazione della pubblica amministrazione
  • politica e social media – analisi di casi italiani e internazionali
  • terrorismo e comunicazione – analisi di casi specifici
  • narrazioni e metafore moderne nella comunicazione politica
  • i sondaggi nel processo di rilevazione dell’opinione pubblica
  • la comunicazione dei public problmes come alcol, rischi ambientali, sicurezza stradale, violenza sulle donne
  • comunicare la malattia: analisi di campagne di informazione relative alla salute pubblica
  • turismo sostenibile: la comunicazione territoriale online

Radio, cinema e TV

  • analisi di un’emittente radiofonica web
  • i manga e gli anime nella cultura occidentale
  • i mass media nella costruzione della realtà

Tesi compilativa o tesi sperimentale?

In realtà, la scelta degli argomenti per la tesi di laurea in comunicazione passa prima di tutto da una decisione riguardo la modalità dell’elaborato. Se non hai scelto tra tesi compilativa o sperimentale, non puoi cioè selezionare l’argomento da affrontare.

Ma vediamo le differenze tra le due modalità nel dettaglio. La tesi compilativa, detta anche teorica, prevede una notevole fase di ricerca delle fonti. Una volta letti e analizzati tutti i testi prescelti, dovrai costruire un elaborato che sia un compendio delle diverse teorie elaborate su quel dato argomento. Metterai cioè insieme una ricca bibliografia, tenendo conto del punto di vista da cui hai deciso di affrontare la tematica in questione.

Può sembrare una modalità semplice. In verità, la maggiore o minore complessità dipende dalle fonti disponibili, dalla difficoltà dell’argomento, dal tempo a disposizione e così via. In linea di massima, però, la tesi compilativa è più adatta a una laurea triennale.

Al contrario, la tesi sperimentale, detta anche empirica, pone lo studente al centro. Cosa significa? Devi analizzare un problema o un caso e offrire spunti di analisi e interpretazione di carattere personale. Un elaborato di questo tipo prevede cioè un lavoro pratico sul campo. Come studente di comunicazione, per esempio, potresti utilizzare uno strumento come la raccolta di dati tramite sondaggio. Chiaramente, si tratta di un lavoro più lungo e impegnativo che, però, è anche molto soddisfacente. La tesi sperimentale è consigliata soprattutto per le lauree magistrali.

Testa l’argomento prescelto prima di proporlo

Hai le idee chiare sugli argomenti per la tesi di laurea in comunicazione? Bene, a questo punto devi fare una piccola verifica. Controlla di avere a disposizione abbastanza fonti scientifiche. Se il tema è attuale, puoi fare una veloce ricerca su Google Scholar. Ti basta digitare l’argomento principale per dare un’occhiata ai materiali disponibili.

Per capire poi se l’argomento possa suscitare davvero l’interesse del tuo professore, esponi il tuo progetto a colleghi e amici. Meglio scegliere un compagno di facoltà che potrà darti un parere più circostanziato, vista la conoscenza dei docenti e delle materie. Presentare la tua idea è molto importante perché ti consente di raccogliere meglio le idee in vista dell’appuntamento con il tuo professore. Non solo, il confronto ti permette di individuare eventuali punti deboli da correggere e eventuali punti forti da mettere particolarmente in luce. 

Non scegliere mai un solo argomento per la tesi

Se hai deciso di affrontare un argomento che ti appassiona senza accettare un progetto definito dal professore, allora devi selezionare almeno due tematiche. Ti conviene avere una sorta di tema di riserva. Non puoi puntare tutto su un unico argomento e su un unico professore. Rischi, infatti, di vederti rifiutare il progetto e di non sapere cosa fare, finendo spesso per accettare la prima tesi che ti capita. Purtroppo scegliere un argomento come ripiego può essere davvero controproducente. La tua spinta motivazionale potrebbe essere inferiore e indurti a fare un lavoro meno buono o a impiegarci più tempo del previsto, soprattutto quando si tratta di materie in cui non sei particolarmente ferrato.

Pensare a due argomenti, invece, ti aiuta a perdere meno tempo e ad avere più chance di scrivere un elaborato che ti interessa davvero. Il tempo impiegato a pensare a due tematiche sarà ripagato dal minor tempo che investirai nella scrittura.

Allora, comincerai a fare un elenco dei probabili argomenti per la tua tesi di laurea in comunicazione?

Credits immagine: DepositPhoto.com/Billiondigital

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I bestseller di crescita personale da leggere assolutamente

Vuoi scoprire i bestseller di crescita personale da leggere a scopo motivazionale? Negli ultimi anni sono stati pubblicati tanti testi incentrati su questa tematica. Non tutti, però, meritano il tempo speso per leggerli. Scopri i libri di maggior successo fino a oggi. La nostra guida contiene i titoli che hanno venduto di più e i motivi per cui dovresti acquistarli.

Libri crescita personale: Pensa e arricchisci te stesso

L’autore di Pensa e arricchisci te stesso è un vero e proprio pioniere nel campo della crescita personale. Si tratta di Napoleon Hill, autore di grande successo. Nel suo libro, Hill analizza le vite di grandi personaggi della sua epoca, da Henry Ford a John Davison Rockefeller. Dopo questa analisi preliminare, fornisce anche 13 consigli utili. Come suggerisce lo stesso titolo del testo, l’obiettivo dell’autore è aiutare il lettore a cambiare la propria situazione dal punto di vista economico. Consigliato se sei uno studente di economia o se ti piacerebbe avviare una tua impresa/società e vuoi capire da che parte cominciare, soprattutto in termini di approccio personale.

Le vostre zone erronee di Wayne Dyer

Wayne Dyer affronta nel libro una serie di comportamenti autodistruttivi, a cui attribuisce la denominazione di zone erronee. Questo bestseller di crescita personale è stato pubblicato in Italia alla fine degli anni ’70 ed è considerato uno dei capisaldi del pensiero positivo.

L’autore, infatti, sostiene che le persone sono vittima di comportamenti che ostacolano il raggiungimento della felicità/successo. Secondo Dyer è possibile spezzare il circolo vizioso, rappresentato da questi pensieri negativi, applicando una serie di strategie, come liberarsi del passato, smettere di rimandare a domani, provare a liberarsi del bisogno dell’approvazione degli altri. Da leggere se stai attraversando un periodo di sfiducia in te stesso.

Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson

Questo testo è stato un vero e proprio caso editoriale. Pubblicato nel 1998 dal medico Spencer Johnson ha venduto 26 milioni di copie ed è stato tradotto in 37 lingue. Si tratta di un libro di crescita personale scritto come una fiaba con protagonisti due topolini e due gnomi. I quattro personaggi vanno alla ricerca quotidiana di un pezzo di formaggio in un labirinto. Il formaggio è ovviamente una metafora e rappresenta ciò che ognuno desidera nella vita, dal lavoro alle relazionali personali. Attraverso la storia dei quattro protagonisti, il libro affronta il tema dell’inevitabilità dei cambiamenti e fornisce una serie di consigli per affrontarli al meglio, sia sul lavoro che nella vita privata. Se vuoi un libro piacevole da leggere e ricco di contenuti facili da assimilare, allora Chi ha spostato il mio formaggio? è la scelta giusta.

Non perderti in un bicchier d’acqua di Richard Carlson

Bestseller di crescita personale perfetto per affrontare le piccole e grandi sfide della quotidianità. Non a caso, il titolo per intero del testo è Non perderti in un bicchier d’acqua: cento regole per imparare a vivere meglio. Si tratta davvero di piccoli suggerimenti di buon senso, che vanno da “ignora i pensieri negativi” a “scegli cinque punti su cui essere irremovibile e ammorbidisciti su tutto il resto” fino a “sii flessibile nel cambiamento dei programmi”. Se sei alla ricerca di una sorta di vademecum con consigli pratici messi nero su bianco, leggi subito Non perderti in un bicchier d’acqua.

Io sono Ok tu sei Ok di Thomas A. Harris

Lo psichiatra Thomas A. Harris è l’autore di questo libro che si fonda sui concetti dell’analisi transazionale. Cosa significa? Si tratta di una corrente di psicoterapia secondo cui ciascun essere umano è responsabile del proprio futuro, indipendentemente dal proprio passato. Il libro spiega come applicare questo concetto nella quotidianità, insegnando al lettore come trasformare la libertà di scelta in realtà. Da comprare se sei alla ricerca di un testo con un approccio psicologico o sei un appassionato/studente di psicologia.

Mini lista di bestseller crescita personale

Qui di seguito, trovi una piccola lista ulteriore di libri che potresti leggere suddivisi per tematiche.

libri per imparare a gestire il proprio tempo:

  • Riconquista il tuo tempo di Andrea Giuliodori
  • Una cosa sola: L’unico metodo per fissare le priorità e ottenere risultati eccezionali di Gary W. Keller e Jay Papasan
  • 4 ore alla settimana di Timothy Ferriss.

manuali con risorse pratiche 

  • Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie
  • Le 7 regole per avere successo di Stephen R. Covey
  • Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare di Susan Cain
  • La via del guerriero di pace di Dan Millman

L’ultimo libro che ti consigliamo è un romanzo intitolato Il monaco che vendetta la sua Ferrari di Robin Sharma. Attraverso la storia di un avvocato di successo, che lascia tutto e parte per l’Himalaya, l’autore fa scoprire al lettore la sua personale ricetta per una vita consapevole e soddisfacente. Si tratta di una formula semplice basata sulla sintesi tra saggezza orientale e mentalità occidentale.

Buona lettura!

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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