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Che cos’è il rendiconto finanziario e a cosa serve

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Sei alle prese con i tuoi studi di economia e hai bisogno di approfondire il tema del rendiconto finanziario? Sei capitato nel posto giusto. Iniziamo subito con il definire esattamente di cosa si tratta. 

Il rendiconto finanziario è un prospetto contabile contenente tutte le variazioni di liquidi avvenute durante la gestione di un’attività. Queste variazioni possono essere chiaramente sia positive che negative e consentono di valutare le dinamiche finanziare di un’impresa. La rendicontazione cioè serve a verificare se la società in questione ha generato o meno cassa nell’anno di riferimento.

Il termine dinamica finanziaria indica proprio la capacità dell’impresa di generare flussi finanziari liquidi necessari allo svolgimento dell’attività aziendale. Grazie a questi liquidi, l’azienda può rimborsare i finanziamenti, pagare le imposte, pagare gli interessi passivi o programmare nuovi investimenti.

Ora che abbiamo chiarito in cosa consiste, possiamo addentrarci meglio nella questione chiarendo i vari punti. Segui la nostra piccola guida e troverai tutti gli approfondimenti utili per i tuoi studi di economia

Rendiconto finanziario: cosa dice la legge

In Italia il tema della rendicontazione è stato introdotto nel lontano 1977. Abbiamo dovuto aspettare, però, il 2015 per avere una regolamentazione. Il Decreto Legislativo numero 139 del 18 agosto 2015 lo ha trasformato in un documento di bilancio obbligatorio, insieme allo stato patrimoniale, al conto economico e alla nota integrativa.  L’obbligo di compilazione è previsto per le medie e le grandi imprese e per le società che compilano il bilancio consolidato. 

Sono esentate dall’obbligatorietà del rendiconto finanziario le seguenti imprese: 

  • società di persone
  • micro-imprese con un numero di dipendenti pari a 5
  • piccole imprese con  bilancio in forma abbreviata e un numero di dipendenti pari a 50

Rendicontazione: come si redige

Questo documento serve a valutare la situazione finanziaria di una società in termini di dinamica della liquidità. Grazie al rendiconto cioè è possibile comprendere in che misura ciascuna operazione di gestione condotta dall’impresa ha contribuito a incrementare o diminuire i flussi di cassa. 

Detto in parole povere, serve a verificare quali attività hanno prodotto delle entrate e quali delle uscite. L’analisi avviene in relazione a un certo lasso di tempo e tiene conto dei flussi di cassa di gestione, che si ottengono facendo la differenza tra il saldo liquido iniziale e il saldo liquido finale dell’esercizio.

Il saldo liquido preso in esame dal rendiconto finanziario include: 

  • stato patrimoniale attivo: denaro in cassa, banche e posta
  • stato patrimoniale passivo: banche c/c passivi, debiti bancari per anticipi s.b.f e fatture

Nel calcolo del saldo liquido vanno inseriti anche i debiti bancari che hanno natura di finanziamenti, vale a dire depositi bancari, assegni e depositi postali. 

Le fasi per la costruzione del documento sono le seguenti: 

  • riclassificazione dello stato patrimoniale secondo il criterio finanziario
  • confronto tra due situazioni patrimoniali riclassificate di due anni consecutivi
  • calcolo delle variazioni grezze
  • rettifiche delle variazioni grezze in modo da eliminare tutte quelle operazioni che non causano variazioni di flusso finanziario
  • calcolo delle variazioni definitive riguardanti i flussi di impieghi delle risorse finanziarie (aumento delle attività, riduzione delle passività, riduzione di capitale e netto) e i flussi di fonti delle risorse finanziarie (aumento delle passività, riduzione delle attività, apporti di capitale e netto, gestione reddituale).
  • interpretazione delle variazioni di flusso

A cosa serve il documento contabile del rendiconto

Il rendiconto finanziario permette di studiare la politica di finanziamento e la politica di investimento dell’impresa che lo compila.  

Con il termine politica di finanziamento si intendono le modalità con cui la società si è procurata le risorse finanziarie indispensabili per svolgere la propria attività (liquidità interna o capitali esterni). Con il termine politica di investimento, invece, si intendono le modalità con cui sono state impiegate le risorse finanziarie, dagli investimenti in capitale circolante, alle immobilizzazioni fino al rimborso dei capitali presi in prestito o al rimborso di capitali propri. 

Grazie all’interazione di queste due politiche si riesce a formulare un giudizio sulla qualità dell’azienda. Nel caso in cui il rendiconto finanziario dovesse mostrare che l’impresa non ha prodotto ma assorbito cassa, allora bisogna valutare con attenzione la situazione che ovviamente non è rosea. 

Questo documento è cioè una prova dell’affidabilità dell’azienda e serve ad acquisire credibilità agli occhi degli istituti di credito, a trovare nuovi partner per una joint venture o a ottenere nuove commesse. 

Riassumendo, le finalità per cui viene compilato sono le seguenti:

  • conoscere le cause che hanno determinato la variazione della situazione patrimoniale dell’impresa rispetto alla chiusura d’esercizio dell’anno precedente
  • evidenziare le modalità di reperimento (fonti) delle risorse finanziarie
  • evidenziare le modalità di utilizzo (impieghi) delle risorse finanziarie
  • mettere in evidenza le correlazioni esistenti tra le singole categorie di fonte e di impiego delle risorse finanziarie
  • stabilire le incidenze in termini percentuali delle fonti e degli impieghi delle risorse finanziarie sul totale delle medesime

Si tratta di un documento chiaro, concreto e conciso che può stare anche in un’unica pagina ed è più rapido da compilare rispetto, per esempio, al bilancio tradizionale.

Bene, la nostra piccola guida termina qui. Ora non ti resta che assimilare i concetti: buono studio!

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